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Il fisco Usa mette alla gogna gli evasori

del 03/08/2010
di: La Redazione
Il fisco Usa mette alla gogna gli evasori
Il fisco americano mette alla gogna gli evasori. L'Irs, l'Agenzia delle entrate a selle e strisce, ha pubblicato il nome delle prime 17 persone giudicate colpevoli di aver aggirato le maglie del fisco attraverso la complicità di una sessantina di dipendenti del colosso bancario svizzero Ubs, che tra il 2000 e il 2008 aiutarono più di 50 mila americani a nascondere le proprie fortune ai piedi delle Alpi. E le pene sono state tutt'altro che leggere. È questo il caso, tra gli altri, di Jules Robbins, un orologiaio della Grande Mela, condannato il 16 luglio scorso a pagare una multa di ben 20,8 milioni di dollari da parte del procuratore generale dello Stato di New York, Preet Bharara, per aver sottratto all'Erario la bellezza di 42 milioni di dollari, depositati su un conto cifrato di Ubs, aperto addirittura nel 1967. Ma c'è anche chi ha dovuto fare i conti con il codice penale, finendo agli arresti domiciliari se non, addirittura dietro le sbarre. Come successo a Jack Barouh, un industriale 65enne residente a of Golden Beach, in Florida, condannato a 10 mesi di reclusione da parte del giudice del distretto di Miami, Adalberto Jordan, per aver arrecato un danno al fisco di 736 mila dollari sotto forma di tasse non pagate tra il 2002 e il 2007. E questo, attraverso i movimenti di capitali transitati dalla sua azienda di orologi su conti svizzeri di Ubs intestati a due società di comodo, Domilou S.A. con sede a Panama e Similen Investments Limited, domiciliata nelle Isole Vergini britanniche. Questi 17 casi rappresentano, tuttavia, soltanto la punta dell'iceberg. Le autorità di Washington hanno già aperto 300 fascicoli ai danni di altrettanti evasori del fisco i cui nominativi erano stati consegnati nelle mani dell'Irs da parte della Finma, l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari, nel mese di febbraio del 2009 in base a un accordo raggiunto tra Ubs e il governo americano volto a evitare l'apertura di un procedimento penale ai danni della banca elvetica. Sei mesi più tardi, i governi di Usa e Svizzera hanno raggiunto un'intesa definitiva sulla questione Ubs accordandosi sull'invio negli Stati Uniti dei nominativi di 4.450 sospettati di evasione fiscale a fronte dei 52 mila nominativi richiesti inizialmente dall'Irs. L'intesa è stata approvata il 17 giugno scorso dal Parlamento di Berna, a pochi giorni di distanza dallo scadere dei termini previsti dall'accordo che aveva dato un anno di tempo alla Svizzera (fino al 26 agosto 2010) per inviare in America la lista incriminata. Fino a questo momento, secondo quanto reso noto dalla Finma, il governo di Berna avrebbe trasferito Oltreoceano soltanto 2.500 nominativi, poco più della metà di quelli richiesti da Washington. Altri 2 mila dossier sarebbero in attesa di partire. Ma soltanto allo scadere dei termini imposti dalla legge elvetica per poter opporre ricorso.

Gabriele Frontoni

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