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Codice disciplinare per il fisco

del 02/08/2010
di: di Luigi Oliveri
Codice disciplinare per il fisco
Anche per i dirigenti dell'Agenzia delle entrate è venuta l'ora dell'assoggettamento alla responsabilità disciplinare. Il direttore ha provveduto, infatti, a far pubblicare sul sito internet dell'Agenzia la nota 29 luglio 2010, n. 2010/113997, che in allegato contiene il codice disciplinare. Le sanzioni, così, diverranno operative e applicabili il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione.

Si estende, dunque, al comparto agenzie fiscali l'effetto della riforma-Brunetta, fonte dell'applicazione anche ai dirigenti della responsabilità disciplinare, fin qui rimasta solo sulla carta, in quanto prima del dlgs 150/2009 i contratti collettivi non avevano mai introdotto un codice di disciplina.

E, stando a vedere i contenuti del codice disciplinare della dirigenza dell'Area VI per il quadriennio 2006-2009 così come di altri comparti, forse non erano mancate le buone ragioni per non introdurre nei contratti uno specifico codice disciplinare per la dirigenza. Infatti, la principale responsabilità dei dirigenti consiste nel raggiungere gli obiettivi gestionali programmati dall'amministrazione, organizzando allo scopo le risorse finanziarie e valorizzando le competenze e capacità del personale a disposizione. Insomma, più che guardare al singolo atto operativo o allo specifico comportamento nell'esercitare la mansione, per la dirigenza occorrerebbe verificare la capacità di far funzionare le strutture dirette. Sostanzialmente, pertanto, quello che conta è la responsabilità dirigenziale, disciplinata dall'articolo 21 del dlgs 165/2001, che infatti si riferisce alla violazione grave di direttive degli organi di governo o alla colposa incapacità di cogliere obiettivi. Per altro, si tratta di una responsabilità piuttosto forte, che può portare anche alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Il codice disciplinare del comparto delle agenzie fiscali di cui all'articolo 9 del Ccnl del quadriennio 2006-2009, invece, come per gli altri comparti delle aree dirigenziali, pecca per essere un adattamento alla dirigenza di responsabilità disciplinari proprie del personale privo di qualifica dirigenziale, per il quale ha un peso superiore la verifica puntuale del comportamento tenuto nell'adempiere alla mansione di competenza.

Desta, per esempio, più di una perplessità la responsabilità per inosservanza dei provvedimenti e delle disposizioni in tema di «presenza in servizio correlata alle esigenze della struttura e all'espletamento dell'incarico affidato». Tipico della qualifica dirigenziale è l'assenza di un orario di servizio e l'autonomia nell'organizzazione del proprio orario e delle modalità attuative dell'incarico, in modo da armonizzarle alle esigenze della struttura e conseguire i risultati previsti. Una sanzione disciplinare che si fondi necessariamente sul merito di come il dirigente organizzi il lavoro e l'orario è una palese contraddizione in termini, ma probabilmente le parti contrattuali, tra le quali in gran misura sono presenti rappresentanze di organizzazioni sindacali che conoscono meglio le esigenze dell'area delle qualifiche non dirigenziali, non hanno saputo individuare meglio le specificità della responsabilità dirigenziale. Per altro, l'articolo 9 del contratto insiste sulla recidiva praticamente di qualsiasi altra sanzione disciplinare come eventuale causa del licenziamento con o senza giusta causa, quasi si sia voluto introdurre uno spoil system surrettizio, posto a rimediare le forti limitazioni che a tale sistema ha introdotto, invece, la medesima riforma-Brunetta. Il punto più coerente con la funzione dirigenziale del codice disciplinare, allora, resta il comma 10 dell'articolo 9 del Ccnl, che assoggetta a responsabilità i dirigenti per le mancanza derivanti dalla violazione degli obblighi connessi al proprio incarico. Ma, oltre a trattarsi di una sorta di norma in bianco, altro non è se non la traslazione della responsabilità dirigenziale in responsabilità disciplinare, a conferma della debolezza dell'impianto del codice.

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