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Fisco degli altri

del 02/08/2010
di: La Redazione
Fisco degli altri
Si annuncia come un flop la seconda amnistia fiscale messa a punto dal governo di Londra, e riservata ai contribuenti britannici in possesso di un conto corrente segreto nel Liechtenstein. Nei primi mesi dal lancio dell'iniziativa, soltanto 419 persone avrebbero risposto all'appello dell'Hmrc (l'Agenzia delle entrate di Londra) che prevede condizioni vantaggiose per la regolarizzazione dei capitali detenuti nelle banche di Vaduz. Ma la speranza è l'ultima a morire. Il programma per riportare alla luce i capitali nascosti nel Liechtenstein rimarrà aperto fino al 31 marzo 2015 permettendo di versare una penale fissa del 10% sulle tasse non pagate dal 1999 in avanti, oltre a saldare i conti con il Fisco sul totale delle imposte evase.

Via libera da lunedì 2 agosto al programma di amnistia fiscale messo a punto dal governo dello Stato americano di Washington D.C con l'intento di recuperare 170 milioni di dollari tra tasse non pagate e interessi cumulati. Lo scudo fiscale avrà una durata di due mesi e arriverà a conclusione il 30 settembre prossimo. L'amnistia non prevede il versamento di penali ma soltanto la regolarizzazione degli interessi non pagati, oltre alle imposte non versate, fino al 31 dicembre 2009. In base ai calcoli del governo locale, la manovra consentirà di recuperare 80 milioni di imposte e 90 milioni sotto forma di interessi di mora e penali.

È entrato in vigore il doppio accordo fiscale siglato tra la Nuova Zelanda e Isle of Man. L'intesa, raggiunta il 2 novembre dello scorso anno tra i due Paesi, riguarda lo scambio di informazioni per contrastare il fenomeno dell'evasione internazionale, oltre a una serie di norme per evitare la doppia imposizione. Intanto, i rappresentanti di Corea del Sud e Colombia hanno raggiunto a Bogotà un'intesa sulla doppia imposizione che fa seguito a un accordo siglato tra i due Paesi il 6 luglio scorso relativo alla protezione degli investimenti reciproci tra Corea e Colombia.

Tagli fiscali in arrivo per le imprese dell'Irlanda del Nord. Il Parlamento di Londra ha preso in esame una proposta di legge che mira a ridurre drasticamente l'imposizione fiscale che grava sulle aziende dell'Ulster per aumentare il livello di competitività nei confronti delle imprese irlandesi. Attualmente, la corporate tax applicata in Irlanda del Nord è pari al 28% a fronte del 12,5% richiesto da Dublino al sistema economico irlandese. Squilibrio che tende a penalizzare lo sviluppo dell'economia dell'Ulster.

Gabriele Frontoni

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