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Lo studio salva le co.co.co.

del 28/07/2010
di: di Daniele Cirioli
Lo studio salva le co.co.co.
Lo straniero regolarmente soggiornante in Italia per motivi di studio o formazione professionale può convertire il suo permesso di soggiorno, in corso di validità, in un permesso di soggiorno per lavoro autonomo anche in presenza di un contratto di lavoro a progetto. Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 3361/2010.

Nuova opportunità. Il chiarimento ministeriale, che di fatto amplia agli stranieri le possibilità di convertire il permesso di soggiorno, si è reso necessario in seguito a numerosi quesiti formulati in materia. Materia su cui, spiega lo stesso ministero, si sono registrati contrasti interpretativi da parte degli uffici periferici (direzioni regionali e provinciali del lavoro), che pertanto richiedono la formulazione di un comune orientamento valido su tutto il territorio nazionale.

Il chiarimento. La questione concerne la possibilità, per gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia (quindi già in possesso di regolare titolo di soggiorno), di convertire il permesso di soggiorno posseduto in altro di diversa tipologia. Nello specifico il ministero ammette la conversione del permesso di soggiorno per studio e formazione, in corso di validità, in permesso di soggiorno per lavoro autonomo anche in presenza di un contratto di lavoro a progetto. Dal punto di vista operativo, il ministero spiega che le direzioni provinciali del lavoro, ai fini del rilascio del parere allo sportello unico (che è l'ufficio deputato alla gestione dei permessi di soggiorno) sono tenute a verificare la disponibilità della quota destinata alle conversioni per lavoro autonomo che è attribuita, a livello territoriale, sulla base dei decreti flussi. E che, inoltre, le stesse dpl sono tenute ad accertare, sulla base della documentazione presentata dallo straniero che richiede la conversione, il carattere autonomo (e non subordinato o parasubordinato) del contratto a progetto, perché, aggiunge il ministero, il lavoro a progetto non tende ad assorbire tutti i modelli contrattuali riconducibili in senso lato alla cosiddetta area della parasubordinazione. A tal fine, cioè ai fini del corretto inquadramento della fattispecie di contratto a progetto tra il lavoro autonomo per i quali è permessa la conversione del permesso di soggiorno per studio/formazione in permesso per lavoro autonomo, è necessaria un'attenta verifica da parte delle dpl sui requisiti qualificanti della fattispecie (il ministero rimanda alle circolari n. 1/2004, 17/2006 e 4/2008 che indicano in maniera dettagliata quando un contratto a progetto può qualificarsi come contratto di lavoro autonomo).

Casi esclusi. Il nuovo orientamento, precisa infine il ministero, non vale per i nuovi ingressi dall'estero, perché la specifica attività di lavoro autonomo deve essere riconducibile a una delle categoria individuate dall'articolo 2 del dpcm 1° aprile 2010, che ha determinato le quote di ingresso per il corrente anno. Tra queste categorie, infatti, non compare la casistica relativa al lavoro a progetto. Tale preclusione, peraltro, è già stata resa nota dal ministero dell'interno (su ItaliaOggi del 6 giugno) che, nella nota protocollo n. 8809/2010, ha precisato che co.co.co. e lavoratori a progetto sono fuori dai flussi d'ingresso 2010, perché degli ingressi per lavoro autonomo (in tutto 4 mila), 1.500 sono destinati alle conversioni di permessi di soggiorno già rilasciati e i restanti 2.500 unità si riferiscono a nuovi visti di ingresso (1.000 unità riservate a cittadini libici). Nell'ambito di tale quota, i nuovi visti si intendono riservati solo a: imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia italiana; liberi professionisti; soci e amministratori di società non cooperative; artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici e privati; artigiani provenienti da paesi extraUe che contribuiscono finanziariamente agli investimenti effettuati dai propri cittadini sul territorio nazionale.

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