Nove le regioni che pagano di più della media nazionale. Dopo la Lombardia i più spremuti sono quelli della Basilicata che pagano a regioni, comuni e province 2.571 euro a testa l'anno. Terzi sono i contribuenti del Lazio (2.546 euro); seguiti da Emilia e Toscana (rispettivamente a 2.541 e 2.501 euro pro capite). Nella parte bassa della classifica, sotto i 2 mila euro, ci sono i cittadini della Campania (1.657 euro) del Molise (1.726 euro) e dell'Abruzzo (1.994 euro).
Persi in questa selva oscura di tributi locali, i contribuenti potrebbero presto intravedere la luce. Grazie al federalismo fiscale che darà ai comuni la grande chance di mettere ordine tra i 17 balzelli che gravano sulle tasche dei cittadini. Chi lo vorrà potrà unificarli in un unico prelievo, ma potrà anche ridurli a due o tre. Su questo Giulio Tremonti, è stato chiaro. Saranno i sindaci a decidere, dopo aver consultato la comunità amministrata con referendum. L'importante però (si augura il ministro dell'economia e il suo collega Roberto Calderoli) è che con il federalismo fiscale il quadro dei 44 tributi di comuni, province e regioni (si veda tabella in pagina) venga semplificato. A fare per la prima volta il punto sul mare magnum della fiscalità locale è stata la relazione sul federalismo che il governo ha inviato al parlamento entro il 30 giugno (secondo quanto previsto dalla legge delega n.42/2009).
