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Il testo della riforma delle professioni nelle mani di Alfano

del 23/07/2010
di: La Redazione
Il testo della riforma delle professioni nelle mani di Alfano
Il testo base della riforma delle professioni è nelle mani del ministro della giustizia Angelino Alfano. Lo scorso mercoledì infatti, una rappresentanza del Cup, il Comitato unitario delle professioni (Marina Calderone, Gianfranco Pizzolato, Roberto Orlandi) e una del Pat, i Professionisti di area tecnica (Sergio Polese, Giuseppe Jogna, Giovanni Rolondo e Andrea Sisti) hanno consegnato al numero uno di via Arenula il testo base da cui il governo dovrebbe partire per mettere a punto una legge di principi uniforme per tutte le categorie professionali. Insomma dopo mesi di serrati confronti e dibattiti, le professioni sono riuscite a trovare la quadratura del cerchio e arrivare, così come richiesto da Alfano, ad un testo unitario e condiviso a partire dal quale si declinerà la specificità di ogni singola professione. Una passo importante sottolineato anche dallo stesso ministro che ha ribadito con soddisfazione «il fatto che gli ordini professionali, a così poca distanza dalla convocazione degli stati generali, abbiano raggiunto un'intesa sui contenuti della riforma delle professioni che è mia intenzione presentare in Parlamento». Ma l'intesa dovrà proseguire anche nell'elaborazione di ulteriori contenuti che le categorie dovranno impegnarsi a fornire già per la fine di settembre. Nel frattempo il ministro ha assicurato di aver dato mandato ai propri uffici di tradurre i contenuti di questo documento in un «concreto atto normativo, per procedere al primo passo della riforma delle professioni, cioè all'elaborazione di un vero e proprio statuto delle professioni». Il principio chiave da cui prende il via la proposta delle categorie è la definizione di professione intellettuale, quell'attività economica cioè «anche organizzata in forma associativa diretta al compimento di atti e alla prestazione di servizi o opere a favore di terzi esercitata abitualmente e in via prevalente con lavoro intellettuale». Se una delle garanzie della qualità della prestazione risiede nel percorso formativo allora, si legge nel documento, la riforma dovrà sancire un più stretto rapporto di collaborazione tra il mondo accademico e quello delle professioni. La legge di riforma, scrivono i rappresentanti delle professioni, dovrebbe introdurre una società ad hoc fondata sugli apporti di lavoro intellettuale dei professionisti che consenta l'esercizio delle professioni in forma aggregata e multidisciplinare. Nella legge quadro poi dovrebbe essere introdotto un principio uniformante del valore delle tariffe professionali, «quale unico termine di equità e congruità dell'onorario di una prestazione». La tariffa, precisa ancora il documento, non solo dovrà essere inderogabile, ma dovrà rispettare determinati minimi per tutte quelle prestazioni in cui è presente un interesse più ampio che esula da quello del singolo cliente. Una maggiore puntualizzazione, poi, viene fatta in questo senso per le categorie tecniche per le quali «si dovrebbero prevedere standard di qualità e condurre indagini sui costi medi delle prestazioni», per evitare fenomeni di concorrenza sleale.

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