Con l'approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto sui fabbisogni standard di comuni e province, il governo ha aggiunto il secondo tassello al mosaico del federalismo fiscale. E dopo il primo dlgs (approvato il 20 maggio scorso) che ha trasferito agli enti locali i beni del demanio e in attesa del provvedimento sull'autonomia impositiva dei comuni, ha indicato come e con quali tempi si porrà fine al «vizio tutto italiano di trasferire risorse a chi più spende e, probabilmente, mal amministra».
Si tratta dunque di un «decreto metodologico», come lo ha definito il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. E non poteva essere diversamente, considerando il numero di variabili che la Sose dovrà analizzare. Verrà passata ai raggi X la spesa dei comuni per finanziare le funzioni fondamentali che il decreto elenca tassativamente: amministrazione, gestione e controllo; polizia locale; istruzione (compresi asili nido, refezione, assistenza scolastica, edilizia scolastica); viabilità e trasporti; gestione del territorio; welfare. Le province, invece, dovranno occuparsi di amministrazione, gestione, controllo, istruzione (compresa l'edilizia), trasporti, gestione del territorio, tutela ambientale e sviluppo economico.
Per ciascuna di queste funzioni la Sose dovrà analizzare i modelli organizzativi scelti dagli enti, individuare i servizi erogati, analizzare i costi e, alla fine, approdare alla stima del fabbisogno standard. Tra le variabili da prendere in considerazione ci saranno anche le spese per i servizi esternalizzati o svolti in forma associati. Non tenerne conto avrebbe infatti falsato i risultati finali.
Per raccogliere i dati, la Sose predisporrà appositi questionari che verranno inviati a comuni e province. Gli enti dovranno compilarli e restituirli per via telematica entro sessanta giorni. Chi non lo farà verrà sanzionato col blocco dei trasferimenti e con una sorta di gogna mediatica che prevede la pubblicazione dell'ente inadempiente sul sito del ministero dell'interno. Per lo svolgimento dei suoi compiti la Sose sarà affiancata dall'Ifel, l'Istituto per la finanza locale dell'Anci che fornirà analisi e studi e interverrà nell'elaborazione dei questionari e dei metodi di calcolo. La tabella di marcia individuata da Calderoli prevede che i fabbisogni standard debbano essere individuati per almeno un terzo delle funzioni entro il 2011, per poi salire a 2/3 nel 2012 e arrivare nel 2013 alla totalità dei compiti di comuni e province. Il superamento della spesa storica dovrà entrare a regime nell'arco del triennio successivo.
