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Alfano si fa garante della riforma

del 22/07/2010
di: di Ignazio Marino
Alfano si fa garante della riforma
Il cantiere della riforma è ufficialmente aperto. Gli ordini hanno consegnato ieri al ministro della giustizia Angelino Alfano il documento di principi condiviso da tutti i rappresentanti delle professioni. E ne hanno ricevuto in cambio un apprezzamento «per la velocità e per il buon lavoro svolto in soli 100 giorni». L'ufficio legislativo di Via Arenula avvierà già da oggi la sua riflessione per trasformare i principi condivisi in un testo di legge. A settembre un nuovo step e quindi un nuovo confronto fra le parti. «Perché», come spiega il presidente del comitato unitario delle professioni, Marina Calderone, «quello della riforma è un cammino che abbiamo intrapreso con nuovo slancio da quando il 15 aprile il ministro ci ha chiesto di presentare una nostra proposta e che accompagneremo nei diversi gradi di approfondimento ».

All'incontro di ieri Alfano ha lasciato le porte aperte a tutto il suo staff in modo da conferire all'occasione non solo un significato politico, ma anche tecnico. Così i rappresentanti degli ordini (erano presenti oltre alla Calderone, per il Cup Roberto Orlandi e Gianfranco Pizzolato e per il Pat Andrea Sisti, Sergio Polese, Gianni Rolando e Giuseppe Jogna) hanno potuto illustrare nei dettagli i contenuti del documento mettendo in atto una prima vera istruttoria sulla riforma.

Ma con la proposta Alfano cosa succederà a tutte le altre già presenti in parlamento? In questi due anni sono diverse le iniziative che sono state depositate alla Camera e al Senato. Solo per citare le più recenti, quella di Maria Grazia Siliquini (Pdl) osteggiata da ingegneri e architetti e quella di Antonino Lo Presti (Pdl) che invece ha riscosso diversi consensi. Con l'entrata in scena di una proposta governativa, tutte le altre sono in qualche modo destinate a passare in secondo piano. Anche perché, stando a quanto riferiscono i presenti all'incontro, il guardasigilli ha preso un impegno preciso a sostenere la proposta presso tutte le componenti di maggioranza. I due anni restanti dalla fine della legislatura, potrebbero, così, bastare per completare l'iter legislativo.

Sempre che, la trasformazione dei principi condivisi in un articolato vero e proprio non rompa quella «unitarietà di intenti di tutte le professioni» elogiata ieri dallo stesso Alfano.

Da questo progetto, infatti, dovrà uscire anche l'unificazione dei tre collegi dei periti industriali, periti agrari e geometri. Progetto non proprio condiviso da architetti e ingegneri che temono. Si appella al coraggio della politica Giuseppe Jogna. Per il numero uno dei periti industriali è questa la vera novità della riforma, tutto il resto è un aggiustamento dell'esistente. «Bisogna guardare oltre», dice, «e pensare anche che stiamo chiedendo uno snellimento dell'esistente. L'unificazione dei tre albi comporterebbe un taglio netto di due terzi dei dirigenti territoriali di tre professioni. Il mio invito è di non guardare solo ai propri interessi ma anche a quelli di un paese che ha bisogno di guardare oltre i propri confini territoriali ed uniformarsi alla disciplina europea». Il riferimento è al veto posto in varie sedi da architetti e ingegneri e che potrebbe rappresentare l'insidia di questa riforma che parte con proposta unitaria e potrebbe anche non arrivare.

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