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Conciliazioni lunghe

del 21/07/2010
di: di Francesco Verini
Conciliazioni lunghe
La Commissione tributaria Provinciale può allungare il termine per conciliare dei 30 giorni previsti per la comunicazione dell'avviso di trattazione per cui il termine per proporre la conciliazione si allunga dai 60 giorni (perentori) previsti dalla norma ai 90 giorni.

È questa l'importante novità emersa in un procedimento dinanzi la Commissione di L'Aquila che ha rinviato la trattazione in udienza (dal 22 marzo 2010 al 21 giugno 2010 senza ulteriore avviso) per consentire alle parti di proporre la conciliazione avendo il giudice rilevato la disponibilità della parti stesse ad accordarsi.

Nel corso della prima udienza, la Commissione può assegnare un termine non superiore a 60 giorni, per la formazione di una proposta. La disponibilità all'accordo può essere dichiarata, verbalmente, in udienza ma se la parti hanno bisogno di un tempo per elaborare materialmente l'accordo, il giudice rinvia l'udienza per un periodo non superiore a 60 giorni.

È un potere discrezionale riservato al giudice tributario in relazione ai casi in cui ritenga possibile che le parti possano conciliare, anche se ciò non è avvenuto in udienza, forse per mancanza di tempo a disposizione. Su tale termine è intervenuta la Commissione tributaria provinciale di L'Aquila ammettendo la possibilità che il termine (perentorio) dei 60 giorni possa essere aumentato dei 30 giorni previsti per la comunicazione del nuovo avviso di trattazione che in tal modo non sarà comunicato alle parti.

Nel processo tributario la conciliazione giudiziale totale o parziale della controversia che, in tale ultimo caso, proseguirà per la parte non conciliata, può essere proposta, con apposita istanza, da ciascuna delle parti in causa. La conciliazione può aver luogo solo davanti alla Commissione provinciale e non oltre la prima udienza, nella quale il tentativo di conciliazione può essere esperito, d'ufficio, anche dalla commissione che, però non può formulare alcuna proposta conciliativa.

L'accordo conciliativo può anche essere raggiunto fuori udienza ma deve essere formalizzato dinanzi al giudice tributario che ha un controllo di legittimità della procedura circa la regolarità della proposta conciliativa e l'assenza di cause di inammissibilità previste dalla legge.

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