Consulenza o Preventivo Gratuito

Il medico rimborsa la Asl

del 21/07/2010
di: di Antonio G. Paladino
Il medico rimborsa la Asl
Il medico deve sempre verificare l'anamnesi dei pazienti che si sottopongono a visita, prima di prescrivere o somministrare loro dei farmaci. Lo impone, innanzitutto, la professione medica. Perché, in caso contrario e soprattutto se accade l'irreparabile al paziente, il medico dovrà accollarsi tutte le conseguenti spese della sua condotta negligente.

Lo ha messo nero su bianco la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione siciliana, nel testo della sentenza n. 1437/2010, con la quale ha condannato un ex medico di un ospedale palermitano a risarcire alla locale azienda sanitaria quanto da quest'ultima versato a titolo di risarcimento danni, a una donna che nel lontano 1981 subì una tetraplegia a causa di un'allergia al farmaco somministrato dal medico convenuto in giudizio.

Come dimostrarono gli atti dei procedimenti penali e civili che in questo lungo lasso di tempo si sono intervallati, il medico, che allora prestava servizio presso il pronto soccorso, non prestò la dovuta attenzione alle dichiarazioni dei familiari della signora che si presentò al presidio medico. Dichiarazioni che evidenziavano l'allergia della paziente ad alcuni farmaci. Purtroppo, il farmaco inoculato alla paziente fu un vero e proprio allergizzante e causò, come conseguenza definitiva, una tetraplegia. Tutto questo comportò per l'azienda sanitaria locale, dopo un iter legale molto lungo, il risarcimento dei danni pari a oltre 714 mila euro. Somme che, adesso, il collegio della magistratura contabile siciliana addebita all'ex sanitario.

Egli, si legge, ha tenuto una condotta da grave violazione degli obblighi di servizio nei confronti dell'Azienda di appartenenza, ovvero di diligenza nell'esercizio della professione medica ed è responsabile del danno patrimoniale subito dall'Asl, per non avere accertato, prima dell'esecuzione dell'iniezione del farmaco, attraverso un'accurata anamnesi della paziente, che quest'ultima non fosse ne allergica, atteso che la raccomandazione fornita dai familiari imponeva, comunque, di indagare sulla portata della dichiarata allergia, prima di somministrare un farmaco controindicato in ipotesi di allergia.

vota