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Beni strumentali, la destinazione va segnalata

del 20/07/2010
di: Danilo Sciuto www.commercialistatelematico.com
Beni strumentali, la destinazione va segnalata
Nella gestione amministrativa e fiscale delle imprese una norma da tenere molto ben presente è quella che prevede la cosiddetta presunzione di cessione. La norma (art. 1, comma 1, del dpr n. 441/1997) espressamente recita che si presumono ceduti i beni acquistati, importati o prodotti che non si trovano nei luoghi in cui il contribuente svolge le proprie operazioni. Ciò significa che quando un agente acquista, per esempio, un bene strumentale (un cellulare, un'auto, un computer, una stampante e così via) dovrà essere consapevole che nel caso in cui riceva una verifica fiscale dovrà mostrare il bene, o, in alternativa, dimostrare che esso sia stato perduto o distrutto. È scontato affermare che tale dimostrazione dovrà essere effettuata mediante documenti ufficiali, quali per esempio una denuncia di furto, ovvero, nel caso di destinazione allo smaltimento rifiuti, un verbale di consegna al soggetto deputato. Il classico esempio è quello del telefonino cellulare, che viene regolarmente acquistato, ma che poi nel corso degli anni viene gettato via, senza pensare al fatto che di tale «destinazione» occorre rendere edotto anche il Fisco, tramite la contabilità. Oppure, l'esempio dell'auto che viene data in permuta alla concessionaria da cui si acquista la nuova auto, dimenticando di fare la fattura per l'importo pari al valore riconosciuto della permuta (le concessionarie indicano semplicemente in detrazione nei conteggi finanziari il valore della permuta, ma questa non è la procedura corretta se l'auto è stata acquistata come bene strumentale alla propria attività). L'articolo 2 del medesimo dpr n. 441/1997 stabilisce come già anticipato che la relativa presunzione può essere vinta dimostrando la sussistenza di una causa diversa dalla cessione idonea a giustificarne l'assenza, consistente tanto in un evento che annulli la fisicità del bene (quale la perdita o la distruzione), quanto in un negozio giuridico in base al quale lo stesso bene, pur appartenendo ancora al contribuente, non si trovi nella sua sfera di disponibilità. È questo il caso della consegna (a titolo non traslativo della proprietà) per contratti di deposito, mandato, trasporto, conto lavorazione eccetera. Nel caso di perdita del bene dovuta a eventi indipendenti dalla volontà del soggetto, la norma citata (comma 3) prevede che la presunzione può essere evitata tramite idonea documentazione di un organo della pubblica amministrazione o, in mancanza, da dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, resa entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento o dalla data in cui se ne ha conoscenza, da cui risulti il valore complessivo dei beni perduti, salvo l'obbligo di fornire, a richiesta dell'Amministrazione Finanziaria, i criteri e gli elementi in base ai quali detto valore è stato determinato.

La distruzione dei beni invece (comma 4) deve essere provata:

a) da comunicazione scritta da inviare agli uffici dell'amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza di competenza, indicando luogo, data e ora in cui verranno poste in essere le operazioni, le modalità di distruzione, la natura, qualità e quantità, nonché l'ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto, dei beni da distruggere e l'eventuale valore residuale che si otterrà a seguito della distruzione o trasformazione dei beni stessi;

b) dal verbale redatto da pubblici funzionari, da ufficiali della Guardia di finanza o da notai che hanno presenziato alla distruzione o alla trasformazione dei beni, ovvero, nel caso in cui l'ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati non sia superiore a 5.165 euro, da dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15. Dal verbale e dalla dichiarazione devono risultare data, ora e luogo in cui avvengono le operazioni, nonché natura, qualità, quantità e ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati;

c) da un documento progressivamente numerato, relativo al trasporto dei beni eventualmente risultanti dalla distruzione.

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