Con l'equiparazione, infatti, secondo gli iuniores, in accordo con il consiglio nazionale e l'assemblea dei presidenti, si decreterebbe una grave ingiustizia sociale ai danni di intere generazioni di giovani professionisti. I consiglieri della sezione B, insomma, hanno ribadito «la ferma volontà di rimanere all'interno degli albi degli ordini degli ingegneri cui naturalmente sentono di appartenere per similitudine di formazione accademica» e hanno dichiarato «la loro assoluta e piena contrarietà ad eventuali tentativi di annessione degli attuali e futuri laureati di primo livello da parte di talune categorie professionali tecniche». L'assemblea ha poi lanciato un appello alle istituzioni, «affinché intervengano per evitare che venga perpetrata questa grave ingiustizia sociale ai danni di intere generazioni di giovani che hanno creduto nei nuovi percorsi accademici e investito in anni di duro studio universitario ma che oggi hanno solo il forte sospetto che dietro l'alibi di riduzione degli ordini professionali si celino altre finalità molto meno nobili quali la promozione, sul campo, a laureato di chi laureato non è o l'usurpazione di più appetibili competenze e titoli professionali che non competono loro o, ancora, la sostenibilità di talune casse previdenziali».
