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Autotrasporto, minimi tariffari

del 17/07/2010
di: di Andrea Mascolini
Autotrasporto, minimi tariffari
Previsto un limite, quasi un minimo inderogabile, alla libera contrattazione del prezzo nei contratti di autotrasporto in forma scritta, che non potrà essere inferiore alla remunerazione dei costi minimi di esercizio dell'impresa; i costi minimi saranno individuati negli accordi volontari fra associazioni dei vettori presenti nella Consulta generale per l'autotrasporto e associazioni dei committenti, oppure dall'Osservatorio; i parametri minimi e massimi già determinati varranno invece per i contratti verbali; per il carico e lo scarico delle merci saranno previste due ore di franchigia, decorse le quali il committente dovrà indennizzare il vettore; i tempi di pagamento saranno fissati al massimo in sessanta giorni; previste sanzioni per le violazioni in ordine alla scheda di trasporto. Sono questi alcuni dei contenuti del decreto-legge recante norme in materia di autotrasporto varato ieri dal Consiglio dei ministri allo scopo di introdurre disposizioni che coniughino la tutela della sicurezza sociale e della circolazione e una effettiva concorrenza. Il problema era quello di garantire un migliore equilibrio commerciale del ruolo dei vettori e dei committenti e per fare ciò si è intervenuti sullo strumento degli accordi di settore e sugli accordi tra organizzazioni associative degli operatori. Il decreto, composto da tre articoli, incide innanzitutto sul livello dei corrispettivi prevedendo, per i contratti stipulati in forma scritta (soggetti all'assoluta libertà di determinazione del prezzo), che il corrispettivo non possa mai scendere oltre la copertura dei costi minimi di esercizio dell'impresa. I costi minimi dovranno essere individuati dagli accordi volontari di settore conclusi tra le organizzazioni associative dei vettori e dei committenti e, solo in caso di disaccordo o di mancato accordo entro nove mesi, dall'Osservatorio sull'attività di autotrasporto presso la Consulta generale per l'autotrasporto e la logistica. Se anche l'Osservatorio non si esprime entro trenta giorni si farà riferimento ai parametri previsti dai commi 6 e 7 dell'articolo 83 del decreto legge 112/08 che valgono invece sempre per i contratti stipulati verbalmente. Questa disciplina sui costi minimi non sarà però applicabile per contratti relativi a trasporti stipulati sempre in forma scritta ed effettuati entro 100 chilometri giornalieri, ove varrà sempre la libera contrattazione. Negli accordi si potranno definire anche contratti di trasporto merci su strada di durata o quantità garantite, in deroga alla normativa vigente. Sui tempi di pagamento il decreto prevede che il pagamento non possa superare i 60 giorni, a eccezione delle pattuizioni derivanti da accordi conclusi con la maggioranza delle associazioni dei vettori di cui alla Consulta e le associazioni dei committenti; le parti, invece, non potranno mai derogare autonomamente a questo limite, che sarà operativo anche per gli operatori di filiera diversi dai vettori che partecipano la servizio di trasporto merci su strada. Previsto anche un tempo massimo per carico e scarico delle merci individuato in due ore di franchigia decorse le quali il committente deve corrispondere al vettore un indennizzo da computarsi in base al costo orario del lavoro e del fermo del veicolo; ciò senza impedire una azione di rivalsa verso l'effettivo responsabile del ritardo. In questo caso il termine può essere prorogato soltanto sulla base di accordi volontari di settore. Il decreto prevede anche un rafforzamento della cosiddetta «scheda di trasporto» come documento fondamentale per la verifica di eventuali corresponsabilità di soggetti coinvolti nel trasporto. Sanzioni da 40 a 120 euro per chi non porta a bordo del veicolo la scheda di trasporto o il contratto in forma scritta; all'atto dell'accertamento di questa violazione verrà sempre disposto il fermo del veicolo. Una norma è dedicata ai cosiddetti «bancali» o «pallets» per i quali si stabilisce che il vettore non ha alcun obbligo di gestione e restituzione delle unità per la movimentazione della merce e che, in ogni caso, tali attività devono essere remunerate (necessaria una autorizzazione della questura per effettuare la movimentazione).
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