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Confisca ko sulle cessioni

del 17/07/2010
di: Alba Mancini
Confisca ko sulle cessioni
Non è soggetta a confisca per equivalente la cessione di un credito pro solvendo.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 27750 di oggi, ha respinto il ricorso della Procura di Palermo presentato contro un imprenditore indagato per truffe transnazionali e associazione per delinquere. In particolare l'uomo, che aveva vinto degli appalti con la p.a., aveva affidato la manodopera di alcuni prodotti in Cina (sfruttando il lavoro minorile) e creato un giro d'affari di oltre 11 milioni di euro, non immediatamente disponibili per la società capogruppo ma conseguiti a titolo di anticipazioni bancarie garantite da cessioni di crediti pro-solvendo.

La sesta sezione penale del Palazzaccio ha precisato che è illegittimo il sequestro per equivalente disposto nei confronti di una cessione pro solvendo di crediti, essendo individuabile il profitto del reato soltanto in un effettivo arricchimento patrimoniale acquisito e non nella semplice esistenza di un credito, per così dire, «virtuale», in quanto non riscosso, e meno che mai nella cessione pro solvendo dello stesso credito, non ancora liquido ed esigibile, a garanzia di una linea di affidamento accordata alla cedente dalla banca e che, pur concretandosi in una temporanea anticipazione di liquidità, comporta comunque contestualmente l'assunzione di un debito di corrispondente importo.

Questo perché, ha motivato il Collegio, il profitto è individuabile soltanto in un effettivo arricchimento patrimoniale acquisito e non nella semplice esistenza di un credito, per così dire, «virtuale», in quanto non riscosso, e meno che mai nella cessione pro solvendo dello stesso credito, non ancora liquido ed esigibile, a garanzia di una linea di affidamento accordata alla cedente dalla banca e che, pur concretandosi in una temporanea anticipazione di liquidità, comporta comunque contestualmente l'assunzione di un debito di corrispondente importo. Nella cessione pro solvendo la liberazione del cedente si verifica solo quando il cessionario abbia ottenuto il pagamento dal debitore ceduto.

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