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Iva e dirette, riscritta la tempistica della riscossione

del 17/07/2010
di: Andrea Bongi
Iva e dirette, riscritta la tempistica della riscossione
La manovra correttiva riscrive la riscossione dell'Iva e delle imposte dirette contenute negli avvisi di accertamento. Le nuove modalità di riscossione che si basano sulla natura di titolo esecutivo dell'avviso di accertamento prenderanno vigore con gli accertamenti notificati a partire dal 1° luglio 2011 relativi a periodi d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi.

Rispetto alla prima stesura delle norme contenute nel dl 78/2010 la concentrazione dell'attività di riscossione nell'accertamento e la possibilità per i contribuenti di richiedere la sospensione cautelare della riscossione in pendenza di giudizio hanno subito alcune modifiche frutto dei vari emendamenti presentati al Senato. In considerazione di ciò appare più che opportuno ripercorrere tempi e modalità delle nuove procedure. In primo luogo occorre precisare che la valenza di titolo esecutivo dell'atto di accertamento scatterà solo al decorso del 60° giorno dalla sua notifica e non dalla stessa data di notifica come era stato invece inizialmente previsto nella lettera b) dell'articolo 29 del dl 78/2010.

Durante questo arco temporale l'esecutività dell'atto di accertamento è sospesa ed i suoi esiti dipenderanno da eventi estranei allo stesso fra i quali, il principale, è senza ombra di dubbio la presentazione da parte del contribuente del ricorso alla commissione tributaria provinciale competente per territorio.

Nello stesso arco temporale potrebbero per la verità intervenire anche altri atti quali ad esempio un annullamento totale o parziale dell'atto per effetto di istanza in autotutela o simili. Se il contribuente non presenta ricorso né provvede al pagamento delle somme richieste nell'atto, lo stesso acquisisce valenza di titolo esecutivo ed ai sensi della lettera b) dell'articolo 29 del dl 78/2010, in deroga alle ordinarie disposizioni vigenti in materia di iscrizione a ruolo, può essere affidato agli agenti della riscossione ai fini dell'esecuzione forzata attraverso le modalità che verranno determinate in un successivo provvedimento del direttore dell'agenzia delle entrate.

Se invece entro i 60° giorni successivi alla notifica il contribuente si attiva depositando ricorso alla commissione tributaria allora le cose cambiano. L'atto di accertamento può acquisire la valenza di titolo esecutivo solo per le somme che possono essere richieste in pagamento in pendenza di giudizio, ovvero per il 50% delle maggiori imposte accertate in atto.

Contro tale valenza esecutiva il contribuente può però richiedere alla commissione tributaria provinciale adita un provvedimento di sospensione cautelare ex articolo 47 del dlgs 546/92. Se accolta, la sospensione estenderà i suoi effetti sino alla data di pubblicazione della sentenza di primo grado.

Fortunatamente il maxi-emendamento di fonte governativa presentato al Senato ha soppresso il comma 9 dell'articolo 38 del dl 78/2010 che introduceva pesanti ed ingiustificate limitazioni alla durata del provvedimento di sospensione cautelare della riscossione. Al di là dei casi sopra esaminati la lettera c) dell'articolo 29 della manovra correttiva prevede che nei casi in cui sussista un fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, indipendentemente dalla presentazione o meno del ricorso da parte del contribuente, al decorso del 60° giorno dalla notifica dell'avviso di accertamento l'integrale riscossione delle somme richieste in tale atto può essere comunque affidata agli agenti della riscossione.

Per quanto riguarda infine gli interessi moratori, la lettera f) del primo comma dell'articolo 29 citato prevede che gli stessi inizieranno a decorrere a partire dal primo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione del ricorso e saranno calcolati a partire dal giorno successivo alla notifica dell'atto stesso. Questo dunque il nuovo quadro che si troveranno ad affrontare i contribuenti raggiunti da avvisi di accertamento Iva e imposte dirette dal 1° luglio 2011. Grazie alla nuova procedura il fisco avrà eliminato un passaggio oggi presente ossia la notifica della cartella di pagamento. Ciò oltre ridurrà di molto i rischi di errore connessi alle notifiche delle stesse cartelle esattoriali.

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