La sicurezza sul lavoro. Nel 2008, si legge nel rapporto, sono stati registrati 874.940 infortuni sul lavoro cioè una media di 37 infortuni ogni 1.000 occupati a fronte dei quali i costi economici e sociali hanno superato i 43,8 miliardi di euro, pari al 2,79 del pil italiano. Secondo i calcoli dell'Eurispes, la riduzione del numero di infortuni genererebbe un ridimensionamento dei costi economici e sociali a essi attribuibili, con un risparmio economico compreso tra 438 milioni di euro (nell'ipotesi di diminuzione dell'1% del numero degli infortuni), quasi 2,2 miliardi di euro se gli infortuni diminuissero del 5% e 4,3 miliardi di euro se la diminuzione fosse del 10%.
La sicurezza nelle infrastrutture elettriche. L'indagine si sofferma poi a misurare la sicurezza rispetto alle interruzioni nella fornitura di energia elettrica. Una stima dei costi economici dell'insicurezza, si legge, «può essere effettuata considerando il numero, la durata e la frequenza delle interruzioni di corrente che si verificano annualmente sulla rete elettrica». Ecco perché «la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento degli standard di sicurezza della rete di distribuzione elettrica», porterebbe a un risparmio economico stimabile tra i 10,3 milioni di euro (con una riduzione delle interruzioni elettriche dell'1%) e 103,9 milioni di euro (ipotesi di riduzione del 10%).
La sicurezza delle infrastrutture. Il risparmio economico che deriverebbe dalla messa in sicurezza della rete stradale e dal minor numero di incidenti, morti e feriti, potrebbe essere compreso tra 288 milioni di euro (nell'ipotesi di diminuzione dell'1% del numero di incidenti stradali), 1,4 miliardi di euro (riduzione del 5%) e 2,8 miliardi di euro (diminuzione del 10%). Perché, dice ancora l'Eurispes, nonostante la costante diminuzione, negli ultimi anni, del numero di incidenti stradali, i costi che ne derivano sono ancora elevati: 28,8 miliardi di euro equivalgono a un costo pro-capite per la collettività di circa 480 euro l'anno.
Le reazioni. «La dimensione e la percezione dell'insicurezza», dichiara Giovanni Rolando, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, «derivano non solo dalla reale esistenza di un rischio ma anche dalla mancata possibilità e capacità di contrastarli. È la prevenzione, dunque, la chiave di volta su cui ripensare la rifondazione di un sistema sociale, politico ed economico capace di fronteggiare il rischio e di allontanare i fantasmi dell'insicurezza. In questo senso gli ingegneri continueranno a svolgere quell'azione di salvaguardia e di garanzia della sicurezza in cui da tempo sono impegnati».
