Quanto al parere (numero 03229 del 14 luglio 2010), il Consiglio di stato è arrivato solo ieri ad un giudizio favorevole in quanto nell'adunanza del 9 novembre 2009 aveva chiesto di acquisire ulteriori elementi istruttori «atti a rendere comprensibile l'iter procedurale che aveva condotto alla individuazione dei nuovi importi e parametri nonché chiarimenti volti a dar conto delle scelte generali e di quelle concernenti singoli onorari o indennità, avuto riguardo all'incidenza di tali scelte sull'economia generale del Paese e su quella particola dei clienti destinatari delle tariffe». Con il regolamento in questione è effettuata una rivalutazione dei parametri vigenti nella misura del 54,8%, pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo registrata dall'Istat nel periodo settembre 1992-marzo 2010. Quanto alla previsione di onorari fissi sul primo scaglione di valore delle pratiche, l'indicazione dell'onorario minimo è da intendersi come tariffa di riferimento sempre derogabile per accordo delle parti. Ancora, il regolamento attribuisce al professionista la facoltà di adire al consiglio dell'ordine al fine di determinare gli onorari secondo equità. Il rilascio del parere di liquidazione tuttavia comporta l'obbligo di convocazione per il cliente. Sul compenso forfettario, infine, il Consiglio di stato chiede maggiore garanzia con l'inserimento di un tetto massimo. Lo schema proposto dal ministero della giustizia, invece, vorrebbe introdurre un forfait del 12,5% dell'importo degli onorari per far fronte alle spese generali di studio.
