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Casse di previdenza, niente tagli

del 15/07/2010
di: di Ignazio Marino
Casse di previdenza, niente tagli
Le casse di previdenza privatizzate e private sono fuori dalla manovra. Il che vuol dire che non dovranno osservare la rigida dieta imposta dal ministero dell'economia, Giulio Tremonti, a tutte le pubbliche amministrazioni. Nonostante l'autonomia privata riconosciuta dalla legge agli enti di previdenza dei professionisti, infatti, questi ultimi sono compresi all'interno dell'elenco Istat delle p.a. (previsto con la legge 311/2004). E quindi, per evitare lo snellimento dei cda e dei collegi sindacali (rispettivamente a 5 e a 3 componenti) oltre che i diversi tagli alle spese, è stato necessario intervenire sul decreto legge 78/10. Dopo una parziale correzione in commissione bilancio del senato, il maxiemendamento del governo sul quale oggi si voterà la fiducia fa chiarezza circa la totale esclusione del comparto della previdenza privata dall'articolo 6 della manovra (riduzione dei costi degli apparati amministrativi). Con il comma 21-bis il governo chiarisce che «le disposizioni del presente articolo non si applicano agli enti di cui al dlgs 509/94 (avvocati, ingegneri, geometri, consulenti del lavoro, giornalisti ecc.) e quelli di cui al dlgs 103/96 (periti industriali, infermieri, biologi, dottori agronomi e forestali, chimici, attuari ecc.).

Il patrimonio immobiliare. Complice la complessità del provvedimento, tuttavia restano aperte un paio di questioni che l'esecutivo in sede parlamentare non è riuscito a risolvere e che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, saranno al centro due interventi successivi da parte del ministero del lavoro guidato da Maurizio Sacconi. La prima criticità è contenuta al comma 15 dell'articolo 8. E riguarda la preventiva autorizzazione da parte dei ministeri vigilanti per gli acquisti e la vendita del patrimonio immobiliare (che comunque ammonta a circa il 20% circa del patrimonio complessivo). Per i presidenti delle casse rappresentati dall'Adepp la misura è in contrasto con l'autonomia riconosciuta dalla legge. Anche perché, fanno notare da più parti, i tempi del mercato non sono quelli della burocrazia. E in attesa dell'autorizzazione da parte dei ministeri, gli istituti previdenziali potrebbero perdere l'occasione di fare certi affari. In questo caso, sempre secondo quanto risulta a IO, i tavoli tecnici già istituiti per volontà del consigliere Francesco Verbaro a via Veneto con i rappresentanti degli enti previdenziali affronteranno anche questa problematica. E attraverso un regolamento sarà previsto un sistema, tipo il silenzio-assenso già in uso nelle pubbliche amministrazioni, per ridurre al minimo i tempi di attesa.

Il ccnl dei dipendenti delle casse. L'altro aspetto di criticità riguarda il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti delle casse. L'articolo 9 del maxiemendamento non conterrà l'esclusione chiesta dall'Adepp in quanto soggetti privati. Ma qui la soluzione è più semplice di quella ipotizzata per la gestione del patrimonio immobiliare. Sarà il ministero del lavoro con una circolare a interpretare, e quindi a escludere, le casse dal blocco del rinnovo (in corso) del contratto collettivo dei dipendenti degli enti. Ambienti vicini all'Adepp esprimono soddisfazione per un risultato che, in questa fase, era quanto di meglio di potesse ottenere. Si confida ora che le due circolari ipotizzate possano arrivare in tempi brevi.

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