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Agenzie fiscali, risparmi ad hoc

del 15/07/2010
di: di Cristina Bartelli
Agenzie fiscali, risparmi ad hoc
Contenimento della spesa ad hoc per le Agenzie fiscali. Con una correzione introdotta con il maxiemendamento del governo alla manovra su cui oggi sarà votata la fiducia, si lascia alle agenzie fiscali la possibilità di assolvere alle disposizioni di contenimento della spesa (articolo 6 dl 78/2010) attraverso un riversamento pari all'1% delle dotazioni previste sui capitoli relativi ai costi di funzionamento. La soluzione prospettata dall'emendamento potrebbe essere letta in chiave di alternativa alla stretta prevista dall'articolo 6 su tutta una serie di voci, una su tutte lo stop all'autorizzazione alle verifiche fiscali con il mezzo proprio. L'emendamento fa espresso riferimento al comma tre dell'articolo 6 ricordando che si applica la riduzione del 10% a indennità compensi e gettoni o anche la limitazione di acquisto di beni e servizi da parte della pa e anche il contenimento dei costi per corrispondenza e telefonia. Il risultato in ogni caso vedrebbe comunque permanere il divieto delle verifiche a mezzo proprio per gli ispettori del lavoro mentre per le agenzie fiscali si potrebbe considerare una possibile scelta tra il riversamento e l'attuazione del comma 6. Il comma 21-sexies interviene infine sul capitolo della dirigenza prevedendo per le agenzie fiscali la possibilità di conferire incarichi anche a magistrati e avvocati o procuratori dello stato purché siano in collocamento fuori ruolo.

Il ramo vita delle assicurazioni. Il governo mette di nuovo mano alla stangata fiscale sulle assicurazioni e con il maxiemendamento ricambia ancora il testo della norma alleggerendo leggermente la stretta per le compagnie di assicurazione rispetto al testo della commissione Bilancio. Rimane la tassa sulle riserve assicurative del ramo vita, ma alleggerita rispetto ai propositi iniziali e diventa variabile: pagheranno di più le imprese che attualmente hanno la maggior quota di redditi esenti fiscalmente. L'obiettivo dell'esecutivo resta quello di realizzare un gettito di circa 230 milioni di euro. Inoltre, la stretta potrà essere rivista e rimodulata dal ministero dell'economia a partire dall'esercizio d'imposta 2014. Nella nuova disposizione si legge che la variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative al ramo vita concorre a formare il reddito dell'esercizio per la parte corrispondente al rapporto tra l'ammontare dei ricavi e degli altri proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e i proventi, anche se esenti o esclusi, ivi compresa la quota non imponibile dei dividendi di cui all'articolo 89, comma 2 e delle plusvalenze di cui all'articolo 87.

Gli scomparsi. Nella versione definitiva del maxi emendamento non c'è più la stretta sui money transfer e il conseguente monitoraggio della clientela delle operazioni sopra il nuovo limite dei 1.000 euro. Assente anche un corposo intervento sulla disciplina dell'autotrasporto che diventerà un decreto legge apposito che il consiglio dei ministri approverà nella prossima seduta. Ad annunciarlo è il ministro delle infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli. «Motivazioni tecnico-procedurali», spiega Matteoli, «non hanno consentito l'approvazione delle misure normative in favore dell'autotrasporto nella legge di conversione della manovra finanziaria, già approvate nella Commissione Bilancio del Senato con il parere favorevole del governo».

Bloccato il finanziamento al comitato atlantico. Un emendamento approvato in commissione prevedeva un contributo straordinario di 250 mila euro per il 2011 con conseguente riduzione del fondo per interventi strutturali di politica economica. Un missing anche per l'emendamento del prolungamento del servizio di tre anni per i professori delle università private. Era una facoltà concessa ai professori universitari di prima fascia che vengono collocati a riposo per raggiunti limiti di età entro il 19 novembre 2010.

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