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Mappatura per il redditometro

del 14/07/2010
di: di Valerio Stroppa
Mappatura per il redditometro
Arriva la mappatura dei nuovi beni indice di maggiore capacità contributiva per gli accertamenti sintetici. Entro fine mese Sose consegnerà all'Agenzia delle entrate un primo studio statistico, elaborato su un campione di 833 mila contribuenti, suddivisi in 540 mila nuclei familiari nonché classificati per area geografica di appartenenza. Mentre il redditometro, profondamente rivisto dalla manovra, procederà a doppio binario: per le rettifiche relative agli anni d'imposta dal 2005 al 2008 si utilizzerà l'istituto previgente al dl n. 78/2010, mentre le novità saranno operative a partire dall'anno d'imposta 2009 (si veda ItaliaOggi del 7 luglio 2010).

Ad annunciarlo è Rossella Orlandi, direttore aggiunto della Direzione centrale accertamento dell'Agenzia delle entrate, intervenuta ieri a un convegno sul nuovo redditometro organizzato a Milano dalla facoltà di giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

«Riguardo all'acquisizione dei dati sui nuovi beni indice di maggiore capacità contributiva», spiega Orlandi, «siamo a buon punto. Entro la fine di luglio dovremmo avere un primo quadro statistico elaborato a livello nazionale da Sose, attraverso un metodo serio e articolato, che ha incrociato le diverse banche dati a disposizione e abbinato al codice fiscale dei contribuenti selezionati come campione tutte le informazioni in possesso dell'amministrazione finanziaria. Un database fondamentale, di certo maggiormente affidabile che in passato, per rendere sempre più efficace e accurato il redditometro. Strumento che, pur con le sue imperfezioni, finora ha prodotto nel 2010 una media di 17 mila euro di maggiore imposta accertata per ciascuna verifica, vale a dire un maggior imponibile di 40-50 mila euro. Tenuto conto che il target può essere soltanto un contribuente persona fisica, un risultato piuttosto importante».

E se il dl n. 112/2008 aveva impresso una prima spinta sull'acceleratore nell'uso del redditometro, l'Agenzia non sembra volersi arrestare. «Lo scorso anno abbiamo effettuato circa 28 mila verifiche, a fine 2010 dovremmo averne effettuate 29-30 mila, per arrivare a 35 mila nel 2011», prosegue Orlandi. Ma all'aumentare della quantità, secondo le Entrate si accompagna la qualità. «Oltre il 50% degli accertamenti via redditometro viene definita dal contribuente», spiega il direttore aggiunto dell'accertamento, «mentre in contenzioso l'Agenzia vince la maggior parte delle controversie, oltre a registrare un orientamento favorevole ormai consolidato della Suprema corte».

Riguardo alla decorrenza delle modifiche operate dall'articolo 22 della manovra, invece, viene confermata l'applicabilità solo a partire dall'anno d'imposta 2009 (dichiarazioni 2010). «Per i periodi d'imposta antecedenti (dal 2005 al 2008, ndr), gli Uffici utilizzeranno la vecchia metodologia», conclude Orlandi, «e ciò, qualora la previsione attuale restasse immutata in sede di conversione, è una scelta condivisibile, perché consente ai nostri funzionari di portare avanti le verifiche, metabolizzando gradualmente le novità». Anche perché per i necessari provvedimenti attuativi, sia normativi sia interpretativi, bisognerà aspettare, mentre il piano straordinario di controlli sintetici previsto dal dl n. 112/2008 deve proseguire.

«Il nuovo redditometro», afferma Carlo Palumbo, direttore regionale delle Entrate della Lombardia, «non è un semplice aggiornamento di uno strumento ormai obsoleto, bensì testimonia il nuovo approccio dell'amministrazione finanziaria nella lotta all'evasione. Da strumento marginale il redditometro diventa uno strumento di accertamento ordinario, quasi di massa. La ricetta per vincere efficientemente questa sfida passa da tre condizioni: un migliore uso della tecnologia e dell'anagrafe tributaria, la compartecipazione dei comuni e il contenuto del dm che dovrà fissare il nuovo algoritmo per ricostruire algebricamente il reddito presunto».

Ma i lavori di ieri, oltre a trattare in dettaglio il nuovo articolo 38 del dpr n. 600/1973, si sono soffermati anche sul rinnovato rapporto tra fisco e contribuente che deriva dal restyling dell'accertamento sintetico, che secondo Marco Miccinesi, docente di diritto tributario alla facoltà di giurisprudenza dell'università Cattolica, «favorisce il contraddittorio preventivo, rendendo in questa maniera più accettabile l'onere della prova a carico del contribuente, il quale può così dimostrare all'ufficio le proprie ragioni mediante un'idonea documentazione di supporto».

Presente al convegno anche Ugo Marco Pollice, segretario uscente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano. «La nostra categoria si è sempre espressa con favore nei confronti del redditometro, soprattutto attraverso il presidente Siciliotti», commenta, «poiché lo consideriamo uno strumento di grande giustizia fiscale. Tuttavia, il suo impiego a livello generalizzato deve essere ben calibrato, per evitare effetti distorsivi come per esempio quello di basarsi su banche dati catastali non aggiornate, oppure di misurare soltanto la metratura di un immobile e non la sua ubicazione».

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