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Iva, in Ctp ricorsi su rimborsi chiesti da banche per clienti

del 13/07/2010
di: Debora Alberici
Iva, in Ctp ricorsi su rimborsi chiesti da banche per clienti
Decide la commissione tributaria sull'istanza della Banca che chiede il rimborso dell'Iva indebitamente versata per conto di un contribuente suo cliente, anche senza delega. Lo hanno stabilito le sezioni unite civili della Cassazione che, con la sentenza n. 16281 del 12 luglio 2010, hanno dichiarato la giurisdizione della Ctp a decidere su una causa instaurata dalla Cassa di risparmio di Firenze per ottenere dell'amministrazione finanziaria il rimborso dell'Iva versata per sbaglio per conto di un contribuente suo cliente. A fare ricorso alla Suprema corte è stato il fisco che ha impugnato, sollevando il difetto di giurisdizione, la sentenza della Corte d'appello del capoluogo toscano. Le sezioni unite hanno condiviso la tesi del dicastero e rafforzando ancora il principio che ha esteso le competenze delle commissioni ha chiarito che «appartiene alla giurisdizione delle commissioni tributarie la domanda proposta nei confronti dell'amministrazione finanziaria per la restituzione di somme indebitamente versate a titolo d'imposta sul valore aggiunto, una volta che ne sia rifiutato il rimborso, senza che la giurisdizione del giudice tributario possa venir meno per essere stato proposto il ricorso dal cessionario del bene o dal committente del servizio, invece che dal soggetto passivo del rapporto tributario, atteso che esulano dalla giurisdizione e sono ad essa gradite le questioni relative alla legittimazione attiva ed alla ammissibilità della domanda. È irrilevante, ai fini della giurisdizione, che la domanda sia proposta dalla banca che ha effettuato il pagamento, trattandosi comunque di domanda di rimborso di somme versate a titolo di imposta». In altri termini, il rapporto non può dirsi «di natura privatistica» solo perché l'azione non è proposta direttamente dal contribuente, essendo fuori di dubbio che il versamento è stato fatto a titolo di imposta e che la domanda di «restituzione presuppone l'accertamento, nei confronti dell'erario, dell'inesistenza dell'obbligo tributario». Ma non basta. I giudici hanno inoltre precisato che non conta se il contribuente abbia dato all'istituto di credito una delega oppure no. Infatti la banca, «allorché versa una somma a titolo di imposta, lo fa nella veste di delegata al pagamento e nella stessa veste non può che agire allorché chieda la restituzione di quanto versato».

Anche la procura generale di Piazza Cavour aveva chiesto che fosse accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

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