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Più potere per i produttori di latte

del 13/07/2010
di: da Bruxelles Gianluca Cazzaniga
Più potere per i produttori di latte
Entro fine anno Bruxelles proporrà leggi europee per rafforzare il potere dei produttori di latte. Lo ha annunciato ieri il commissario europeo competente, Dacian Ciolos, al termine di una riunione dei ministri dell'Agricoltura dei paesi dell'Ue. Durante l'incontro i 27 ministri hanno esaminato le raccomandazioni sul futuro del settore lattiero-caseario, che un apposito gruppo di esperti ha pubblicato il mese scorso, in vista della scadenza del sistema delle quote latte. «È importante preparare un quadro che dia ai produttori la fiducia necessaria per continuare i loro investimenti, dal momento che le quote latte scadranno entro il 2015», ha dichiarato Ciolos. Nei prossimi mesi la Commissione Ue presenterà una serie di misure tese a mettere in atto le prime tre raccomandazioni formulate dagli esperti. Uno: promuovere un più ampio ricorso ai contratti scritti per regolare le consegne di latte crudo. Due: rafforzare il potere di contrattazione collettiva dei produttori lattieri. Tre: valutare la possibilità di trasporre nel settore lattiero-caseario alcune delle disposizioni sulle organizzazioni interprofessionali oggi in vigore nel settore ortofrutticolo. Il ministro italiano alle politiche agricole, Giancarlo Galan, ha accolto con favore l'impegno della Commissione Ue volto a rafforzare il potere dei produttori, dato che questi sono «l'anello più debole della filiera». Ma la raccomandazione che «entusiasma» di più Galan riguarda l'introduzione di regole per rendere obbligatoria la menzione del luogo d'origine nelle etichette dei prodotti lattiero caseari. D'accordo anche la Coldiretti, secondo cui questa è «la vera priorità per salvare gli allevamenti in Italia». Secondo l'organizzazione agricola, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero. Tuttavia Galan ha ammesso che su questo dossier «c'è da battersi» con i partner europei, dato che ci sono posizioni contrarie, come quella olandese, ad esempio. Anche questa proposta sarà presentata dall'esecutivo comunitario entro fine 2010 come quelle menzionate in precedenza, ma farà parte di un altro pacchetto di misure: quello relativo alla qualità alimentare. Sempre in tema di latte, il ministro italiano si è schierato contro l'emendamento presentato dal relatore Antonio Azzollini alla manovra finanziaria, approvato in commissione bilancio al senato, che posticipa al 2011 i pagamenti delle multe per le quote latte inflitte all'Italia. «Ci sono cose che non si possono chiedere nella vita», ha affermato Galan. «Questa è una di quelle». Del resto, il commissario Ciolos ha ribadito che sulla questione non c'è spazio per negoziati, ricordando di aver già risposto con una lettera ad una richiesta di parere del ministro italiano (missiva anticipata da ItaliaOggi sabato scorso). «La lettera di Dacian Ciolos in risposta al ministro Galan è chiara e inequivocabile», ha aggiunto Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura del parlamento europeo. Su questo punto De Castro e Galan sono allineati, ma la pensano diversamente sulle etichette dei nuovi alimenti. Il ministro, diversamente da De Castro, si è detto favorevole a indicare in etichetta se un prodotto alimentare è derivato da animali nutriti con mangimi ogm.
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