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Strada in discesa sulle variazioni

del 13/07/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Strada in discesa sulle variazioni
In presenza di difformità di scarsa rilevanza tra lo stato di fatto di un immobile e la sua configurazione catastale (spostamenti di porte, tramezzi ecc.) non è obbligatorio presentare la dichiarazione di variazione in catasto. Basta invece rilasciare un'attestazione di conformità dell'immobile, visto che gli interventi non hanno intaccato la rendita. Ecco una delle numerose indicazioni rilevabili dalla circolare dell'Agenzia del territorio n. 2 del 9 luglio scorso, avente ad oggetto le novità introdotte dal comma 14, dell'art. 19, d.l. 31/05/2010 n. 78, che impone, a pena di nullità degli atti immobiliari, l'indicazione dell'identificazione catastale, della dichiarazione di conformità ed il riferimento alle planimetrie. Il Territorio ricorda che, ai sensi del comma 16, dell'art. 19, le disposizioni si rendono applicabili a decorrere dall'1/7/2010 e che, oltre che all'aggiornamento dell'Anagrafe immobiliare integrata (Aii) le stesse sono state emanate per contrastare fenomeni di elusione e di evasione fiscale, nonché destinate all'attuazione della pubblicità immobiliare, con la conseguenza che ancorché l'atto sia nullo, per assenza dei dati catastali, lo stesso può essere comunque trascritto. Per quanto concerne l'obbligo della dichiarazione di conformità, il Territorio conferma l'applicazione della nuova disciplina solo nelle ipotesi in cui le variazioni necessarie siano influenti e incidenti sulla consistenza, la categoria e la classe dell'unità immobiliare, con chiaro riferimento alla determinazione della rendita catastale; al contrario, in presenza di esigue difformità, la dichiarazione può essere resa dai proprietari senza alcuna conseguenza. Per quanto concerne l'ambito applicativo, l'agenzia conferma l'applicazione limitata ai fabbricati già esistenti (ovvero già iscritti nel catasto urbano) o per i quali sussiste l'obbligo di dichiarazione, restando escluse le particelle dei terreni, i fabbricati rurali rispettosi dei requisiti di cui all'art. 9, dl 557/1993, dei fabbricati «collabenti», di quelli iscritti in catasto ma in corso di costruzione e/o di definizione, nonché dei lastrici solari e delle aree urbane con l'indicazione della sola superficie. Per quanto concerne il riferimento alle planimetrie, il Territorio analizza talune situazioni complesse, come quelle relative al caso delle planimetrie non presenti (legittimamente) in catasto, stante l'esonero ex art. 58, dpr 1142/49, chiarendo che, stante la portata della disposizione, deve comunque essere indicato. Si aggiunge a tale fattispecie quella dell'ipotesi delle planimetrie «non accettabili» (§ 17, Istruzione II - «Accertamento e classamento»), in presenza della quale la parte interessata dovrà procedere alla presentazione di una nuova planimetria conforme, allegata a una dichiarazione di conformità. In presenza di una planimetria catastale che non riproduca fedelmente la situazione di fatto (reale) dell'immobile, il proprietario o titolare dei diritti reali dovrà presentare una denuncia di variazione, allegando la planimetria aggiornata, disinteressandosi di eventuali lievi incoerenze presenti sin dalla prima dichiarazione in catasto o riconducibili a vicende successive (ristrutturazione, trasformazione ecc.). Infine, il Territorio conferma l'obbligo di allegazione della dichiarazione di variazione in presenza di modifiche dello stato, consistenza, attribuzione di categoria e classe, restando ininfluenti tutte le modifiche che non incidono sulla determinazione della rendita.

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