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Acconti fiscali amari al Centrosud

del 03/07/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Acconti fiscali amari al Centrosud
Più amari i versamenti degli acconti autunnali nelle regioni che hanno sforato il budget del servizio sanitario. Per i contribuenti collocati nelle regioni Lazio, Campania, Molise e Calabria, infatti, gli acconti del prossimo novembre saranno più alti, stante l'aumento dello 0,15% dell'aliquota Irap e dello 0,30% dell'addizionale regionale all'Irpef.

Con un comunicato stampa di ieri, l'Agenzia delle entrate ha dato istruzioni sulle modalità di calcolo del secondo acconto delle imposte, quello del prossimo novembre, per i contribuenti collocati nelle regioni appena indicate, in applicazione del comma 86, dell'art. 2, della legge n. 191 del 2009, in applicazione delle procedure indicate dal comma 174, dell'art. 1, della legge n. 311/2004 (Finanziaria 2005).

Il ministero dell'economia e delle finanze aveva anticipato l'emanazione delle indicazioni per la corretta applicazione delle maggiorazioni indicate, con un apposito comunicato del 1° luglio, in applicazione della disciplina introdotta dal comma 86, dell'art. 2, della legge 191/2009 che dispone, in presenza di disavanzo sanitario, l'incremento nelle misure, rispettivamente, dello 0,15% per l'imposta regionale e dello 0,30% per l'addizionale regionale Irpef.

Per quanto concerne la determinazione degli acconti, si deve far riferimento alle disposizioni vigenti che prevedono il versamento di un importo pari al 99% dell'importo disposto nel rigo «Differenza» del modello Unico PF 2010, relativo al periodo d'imposta 2009 per quanto riguarda i soggetti Irpef e il 100% dell'importo esposto nel rigo «Ires dovuta o differenze a favore del contribuente» del modello Unico SC e ENC 2010, per i soggetti Ires; percentuali da applicare anche alla determinazione degli acconti Irap, stante il rinvio disposto dal comma 3, dell'articolo 30, dlgs n. 446/1997, istitutivo del tributo.

Nel comunicato delle Entrate viene ricordato, correttamente, che la maggiorazione dovrà impattare esclusivamente sull'acconto dell'imposta regionale del novembre 2010, mentre per l'addizionale regionale Irpef, la maggiorazione produrrà effetti a regime a partire dal prossimo anno (2011), con la conseguenza che, per tale ultimo tributo, solo coloro che hanno cessato il rapporto di lavoro in corso d'anno, ne resteranno incisi.

In tale ultimo caso, i sostituti (datori di lavoro) procederanno nell'applicazione, trattenendo in sede di conguaglio l'importo dell'addizionale regionale, con applicazione dell'aliquota maggiorata pari all'1,70 per il 2010 e dell'1,40 per le rate residue del 2009.

Per quanto concerne la determinazione degli acconti dell'imposta regionale è la stessa agenzia che ricorda le modalità applicative, potendo calcolare il dovuto, alternativamente, con il «metodo storico», utilizzando l'imposta determinata nel periodo precedente, o con il «metodo previsionale», che tiene conto del valore della produzione netta in corso di formazione.

A prescindere dalla scelta del metodo, la maggiorazione impatterà solo con il versamento del novembre (30/11/2010), ancorché l'imposta resti dovuta per tutto il periodo d'imposta 2010 (per i contribuenti Ires, se solari), come ribadito dalla stessa Agenzia.

Infatti, nel caso di utilizzo del «metodo storico», il contribuente dovrà rideterminare l'ammontare dell'imposta dovuta per l'anno precedente considerando la maggiorazione dello 0,15% ovvero utilizzando l'aliquota del 4,05% (3,90 + 0,15) sul valore della produzione riferita al 2009, decurtando l'ammontare del primo acconto (quello versato ordinariamente il 16 giugno o il 16 luglio con maggiorazione o in data 6 luglio senza maggiorazione e 5 agosto con lo 0,40% se il contribuente è soggetto agli studi di settore) determinato con l'applicazione dell'aliquota non maggiorata (al netto della maggiorazione) e versando la differenza.

Pertanto, il debito emergente al 30 novembre prossimo sarà determinato quale differenza tra l'ammontare dell'imposta calcolata su base annua (2009 o 2010) con la maggiorazione (4,05%) e il primo acconto versato senza tenere conto della maggiorazione (0,15%).

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