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Rate, decide la Ctp

del 02/07/2010
di: di Debora Alberici
Rate, decide la Ctp
Spetta alla Commissione tributaria decidere sul rifiuto di rateizzazione dei tributi da parte della società di riscossione.

È quanto sancito dalle Sezioni unite civili della Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 15647 del 1° luglio 2010, hanno respinto il ricorso di Equitalia.

Il caso riguarda una società di Brindisi che, dopo aver ricevuto un accertamento delle maggiori imposte, aveva chiesto all'esattore una rateizzazione. Equitalia aveva risposto negativamente e così la srl aveva impugnato il diniego di fronte alla commissione tributaria provinciale di Brindisi. A questo punto la società di riscossione si è rivolta alla Suprema corte chiedendo che venisse dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice tributario in favore di quello amministrativo. D'altro canto, aveva sostenuto la difesa di Equitalia, si trattava di un procedimento amministrativo che non toccava la decisione sulle imposte e come tale avrebbe dovuto essere deciso dal Tar.

Il Massimo consesso di Piazza Cavour non ha condiviso questa tesi, dichiarando la giurisdizione della Ctp pugliese. Nelle motivazioni il Collegio esteso sottolinea fra l'altro come la rateizzazione del debito fiscale sia un beneficio in favore dei contribuenti, aziende e persone fisiche, che si trovano in difficoltà economiche.

In base all'articolo 19 del dpr n. 602/1973 e successive modificazioni – si legge in sentenza - il contribuente che versi in temporanea condizione di obiettiva difficoltà, può richiedere (un tempo all'Amministrazione e oggi) all'agente della riscossione la ripartizione del pagamento in più rate mensili. Si tratta evidentemente di una disposizione «destinata a venire incontro alle necessità del debitore, per il quale rappresenta quindi un'agevolazione, che anche nel linguaggio comune ha, per l'appunto, il significato di aiuto, favore, facilitazione». Non solo. Dopo la riforma contenuta nell'articolo 12 della legge n. 448/2001, «la giurisdizione tributaria si estende ormai a qualunque controversia in materia d' imposte e tasse e, dunque, anche a quelle in tema di agevolazioni o riscossione che non attengano al momento della esecuzione in senso stretto o alla restituzione di somme per le quali non residui alcuna questione sull'an, il quantum o le modalità di esecuzione del rimborso». In definitiva, ecco le conclusioni raggiunte dal Collegio esteso, «contro il provvedimento di rigetto dell'istanza di rateizzazione di un debito avente natura tributaria rientra nella giurisdizione delle commissioni tributarie, a nulla rilevando che la decisione su tale istanza debba essere assunta sulla base di considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse». La Procura generale della Suprema corte aveva chiesto inizialmente di affidare la causa al Tar e poi in un secondo momento ha sollecitato il Massimo consesso del Palazzaccio a dichiarare la giurisdizione della commissioni tributarie provinciali su questo tipo di controversie che riguardano pur sempre dei benefici fiscali.

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