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Ritenuta del 10%, calcoli a mano

del 02/07/2010
di: di Cristina Bartelli
Ritenuta del 10%, calcoli a mano
Debutto da amanuensi per la ritenuta del 10% sui bonifici delle ristrutturazioni e del risparmio energetico. Ieri, primo giorno di entrata in vigore dell'obbligo contenuto nella manovra correttiva, le banche hanno fatto i conti con l'impossibilità di procedere all'aggiornamento informatico. La conseguenza è che in molti istituti, di fronte a un'operazione del genere, si è ricorsi al vecchio stile della compilazione manuale della ritenuta d'acconto. Oppure in altri casi, proprio perchè i sistemi bancari non riconoscono il meccanismo, le banche non hanno operato la ritenuta. In questo caso sarà poi l'Agenzia delle entrate ad operare una rivalsa con gli istituti. Quello che manca e che si dovrà creare è una causale ad hoc. Gli istituti forse contavano in uno slittamento dei termini dell'adempimento, tanto che in alcuni casi sono state inviate delle lettere circolari alle sedi periferiche dove si dava per certo un rinvio al 1° ottobre 2010. Ma nella serata del 30 giugno, ore 19.00, è arrivato il provvedimento dell'Agenzia delle entrate che, di fatto, ha sancito la partenza, sul filo di lana ,della decorrenza del 1° luglio. Forti malumori sono stati espressi anche da chi la ritenuta la subirà e cioè i rappresentanti delle piccole imprese, Confartigianato, Cna e Casartigiani. Le tre sigle hanno, infatti, ieri, diffuso una nota in cui dichiarano di non comprendere «la fretta di far decorrere da oggi l'applicazione di questa misura, visto che essa è contenuta nella manovra economica che il Parlamento deve ancora esaminare e approvare». I problemi sul fronte delle imprese sono quantificate in una diminuzione della liquidità: «La ritenuta del 10% sulle fatture, Iva compresa, riduce drasticamente la liquidità delle imprese in una fase di crisi che ha provocato una crescente difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese dei settori delle costruzioni e dell'impiantistica». In più segnalano le tre sigle «bisogna considerare, infatti, che a volte il margine di guadagno per l'imprenditore edile è inferiore del 10%». Il meccanismo poi per le imprese determina un' ulteriore anticipazione del prelievo fiscale su di un reddito per cui sono stati previsti acconti d'imposta. «Tutto questo», concludono Cna, Confartigianato e Casartigiani, «senza apportare alcun contributo effettivo alla lotta all'evasione fiscale. L'amministrazione finanziaria, infatti, possiede già tutti gli elementi per eseguire i controlli».

Nella nota si conclude con la richiesta dell'abrogazione della misura «e confidano nella sensibilità del Parlamento per una modifica sostanziale del provvedimento». E quanto meno nella proroga dovevano contare anche le banche.

In alcuni casi i responsabili dei sistemi informativi delle banche, precedendo il provvedimento, hanno comunque dato le indicazioni alle banche utenti per gestire la nuova ritenuta anche se fino alle 17.00, del 30 giugno, in alcuni istituti si rassicuravano i propri dipendenti con il rinvio imminente della disposizione al primo di ottobre. E così al momento non è stato, visto che anche in sede di conversione non c'è ancora un emendamento in tal senso. Con la nuova procedura si dovranno identificare i possibili bonifici oggetto della legge (attraverso parole chiave all'interno dei flussi informativi) creando un apposito tabulato; il tabulato dovrà essere attentamente valutato dagli operatori prima di procedere all'addebito manuale del conto del beneficiario del bonifico. Le banche sono comunque in attesa di recuperare una metodologia per identificare i bonifici e procedere, in questo modo ad un intervento automatico per produrre gli addebiti della ritenuta d'acconto.

La situazione vede quindi a ieri una gestione manuale del nuovo adempimento.

La relazione tecnica della manovra e il rischio di ritorno all'evasione. Dai calcoli della relazione tecnica alla manovra emerge che questa disposizione comporta una spesa pari a 7, 2 mld di euro. Da questi arriverebbero nelle casse dello stato, applicando la ritenuta d'acconto: 360 mln per il 2010, 720 per il 2011 e il 2012 e 180 per il 2013 e 2014. Considerando poi gli effetti in termini di Iva e di Irpef/Ires/Irap, gli effetti complessivi della disposizione determinerebbero maggiori entrate pari a 354,5 mln per il 2010, 755,5 mln per il 2011 e 559,1 mln per il 2012, mentre per il 2013 sono calcolate minori entrate per 167,7 mln e per il 2014 minori entrate per 245,5 mln. I tecnici del Senato comunque manifestano delle perplessità proprio sulla funzione di deterrente all'evasione della norma: la relazione tecnica non chiarisce le motivazioni in base alle quali la norma dovrebbe provocare un'emersione della base imponibile, tenuto conto che si va ad incidere su pagamenti mediante bonifico bancario o postale, quindi già tracciabili. Infine i tecnici del Senato segnalano che la norma in esame determina una riduzione della liquidità delle imprese e che tale elemento potrebbe indurre alcuni soggetti a muoversi nella direzione opposta a quella auspicata dalla norma, ovvero entrando (o rientrando) in un'attività sommersa.

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