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Doppio binario per riscuotere l'ipotecaria

del 01/07/2010
di: Roberto Rosati
Doppio binario per riscuotere l'ipotecaria
Sull'atto di fusione o scissione di una società titolare di beni immobili, l'imposta ipotecaria è riscossa dall'Agenzia del territorio in quanto l'operazione straordinaria non comporta trasferimento della proprietà dei beni; sull'atto di conferimento di azienda, invece, l'imposta è riscossa dall'Agenzia delle entrate perché si realizza l'effetto traslativo. È quanto ha chiarito l'Agenzia delle entrate, rispettivamente, con le risoluzioni n. 61 e 62 del 30 giugno 2010.

Fusione e scissione - La risoluzione 61 ricorda preliminarmente che gli atti di fusione per incorporazione e gli atti di scissione inerenti società intestatarie di beni immobili scontano le imposte di registro e ipocatastali in misura fissa (attualmente 168 euro ciascuna), in base alle seguenti disposizioni: art. 4, lett. b), della tariffa, parte I, allegata al dpr 131/86; art. 10, comma 2, del dlgs n. 347/90.

La competenza a riscuotere l'imposta ipotecaria, ai sensi dell'art. 12 del citato dlgs, è attribuita all'Agenzia delle entrate per gli atti che importano trasferimenti di beni immobili ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali immobiliari di godimento, nonché sulle trascrizioni relative a certificati di successione, e all'agenzia del territorio negli altri casi. Tanto premesso, l'art. 2504-bis c.c. stabilisce che la società risultante dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione. Al riguardo, la cassazione ha precisato che la fusione «non è più configurabile come un evento da cui consegua l'estinzione della società incorporata, derivandone invece l'integrazione reciproca degli enti partecipanti all'operazione, nell'ambito di una vicenda meramente evolutiva del medesimo soggetto, il quale quindi conserva la propria identità pur in un nuovo assetto organizzativo». Atteso, dunque, che la fusione non produce effetti traslativi dei diritti immobiliari dell'incorporata, l'imposta ipotecaria dovuta è di competenza dell'ufficio del territorio. La stessa conclusione vale per l'ipotesi della scissione, che la cassazione, con sentenza 7219/2001, ha ritenuto similare alla fusione. In merito, poi, all'individuazione dell'ufficio territorialmente competente, sollevata in relazione all'ipotesi in cui gli immobili dell'incorporata si trovino in località di competenza di diversi uffici, la risoluzione riferisce che, secondo l'Agenzia del territorio, l'imposta fissa è dovuta per ciascuna formalità di trascrizione, e dunque a ciascun ufficio.

Conferimento di azienda - La risoluzione n. 62 risponde al quesito di un contribuente che, in relazione all'atto di conferimento a una srl della propria azienda comprendente beni immobili, si era visto chiedere l'imposta fissa ipotecaria sia dall'Agenzia delle entrate che dall'Agenzia del territorio. Al riguardo, richiamando il citato art. 12 del dlgs n. 347/90, la risoluzione osserva che la cassazione ha più volte affermato la natura traslativa del conferimento evidenziando che, secondo gli ordinari canoni civilistici, il conferimento di un'azienda individuale in una società, di persone o di capitali, comporta un fenomeno traslativo soggetto alla disciplina dell'articolo 2558 e ss. del c.c. Diversamente dalle ipotesi di fusione e di scissione, dunque, la risoluzione conclude che il conferimento dell'azienda riveste natura traslativa e comporta che, ai sensi del richiamato art. 12, la competenza a riscuotere le imposte ipocatastali spetti esclusivamente all'Agenzia delle entrate, precisando che tale conclusione è stata condivisa dall'Agenzia del territorio.

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