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Imputato povero, detenzione sostituita da pene pecuniarie

del 01/07/2010
di: Alba Mancini
Imputato povero, detenzione sostituita da pene pecuniarie
La pena detentiva può essere sostituita con quella pecuniaria anche nel caso in cui l'imputato versa in condizioni economiche disagiate.

È quanto affermato dalle Sezioni unite penali della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 24476 del 30 giugno 2010, hanno risolto un contrasto di giurisprudenza nato all'interno della quinta sezione.

In particolare dopo aver esaminato i due orientamenti contrapposti, il Collegio esteso di Piazza Cavour ha affermato che la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria a norma dell'art. 58 della legge 24 novembre 1981 n. 689 è consentita anche in relazione a condanna inflitta a persona in condizioni economiche disagiate, in quanto la presunzione di inadempimento, ostativa in forza del secondo comma dell'articolo citato, si riferisce soltanto alle pene sostitutive di quella detentiva accompagnate da prescrizioni (semidetenzione o con la libertà controllata), e non alla pena pecuniaria sostitutiva, che non prevede alcuna prescrizione particolare.

È il caso di un 38enne di Napoli accusato di vari reati di falso. L'uomo era riuscito a dimostrare le disagiate condizioni economiche in cui viveva, motivo per cui aveva ottenuto il gratuito patrocinio.

Il suo difensore aveva presentato istanza alla Corte d'appello di Napoli per ottenere il beneficio della sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria. La Corte territoriale aveva rifiutato sia perché l'uomo versava in precarie condizioni economiche sia per mancanza degli altri presupposti di accesso al beneficio. Contro questa decisione lui ha fatto ricorso in Cassazione.

Il Massimo consesso di Piazza Cavour ha confermato la decisione dei giudici napoletani correggendo le motivazioni sul punto dell'indigenza. Infatti, hanno spiegato i Consiglieri di Piazza Cavour aderendo all'orientamento giurisprudenziale più garantista per il condannato, il beneficio non può essere concesso non perché l'uomo era povero ma per la mancanza di tutti gli altri requisiti.

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