Chiusi i lavori del 1° Festival del Lavoro, la macchina organizzativa della Fondazione Studi Consulenti del lavoro è già proiettata alla seconda edizione. Perché i numeri, i consensi, le tematiche e la magia dell'evento - legati alla dimensione di uno dei più bei borghi d'Italia - danno ragione a chi lo ha voluto. «Siamo molto soddisfatti di aver ospitato il Festival del Lavoro», commenta il primo cittadino Luigi Santalucia. «La disfida del bracciale, nostra manifestazione storica, vede arrivare a Treia qualche migliaio di persone. A conti fatti l'affluenza nei tre giorni è stata molto simile; abbiamo infatti stimato tra le 2.300 e le 2.600 presenze nell'arco dei tre giorni». Ma al di là dei numeri altrettanto fondamentali sono state le tematiche e le proposte emerse nei dibattiti, workshop e approfondimenti. Al centro delle questioni, e del lavoro in tutte le sue forme, ci sono stati i giovani e l'analisi di tutte le procedure affinché gli stessi siano protagonisti del mondo del lavoro. E le parole di Don Ciotti, anima dell'associazione antimafia «Libera», che ha sostenuto la «convenienza ad investire in pensioni dignitose per dar spazio ai giovani, gli anelli fragili e deboli che non vanno penalizzati, ma aiutati», sono state un monito alla chiusura dei lavori in cui si è pensato bene di evidenziare, con il 2° Premio Giovani Consulenti del lavoro, che la linfa del lavoro che cambia è rappresentata dalle eccellenze che attendono di dimostrare il loro valore nel mondo del lavoro, e una serie di politiche attive farebbero da corollario alle tante proposte emerse nella tre giorni di Treia. Di sicuro l'idea di fare un Festival del Lavoro, un appuntamento unico nel suo genere, è piaciuta considerato che nei sessanta eventi complessivi è emersa sempre una proposta da poter, poi, girare ai diretti interessati. Se i parlamentare Cazzola e Treu, nel corso di un confronto a più voci, hanno chiaramente sostenuto che lo statuto dei lavoratori dopo 40 anni ha necessità di un restyling, tanto da slegare le imprese da obblighi troppo restrittivi e permettere una maggiore occupabilità soprattutto dei giovani, il Ministro del Lavoro – Maurizio Sacconi- che ha creduto in questo Festival concedendo l'Alto Patrocinio del Ministero del Lavoro, ha voluto inaugurare i lavori sottolineando che il «Piano Triennale liberare il lavoro per liberare i lavori» nasce per liberare il Lavoro da tanti pesi che ne inibiscono la crescita, dall'illegalità, dal centralismo e dalla logica del conflitto e tutto ciò è stato fatto con l'aiuto e l'apporto professionale dei consulenti del lavoro in questi anni di scambio di informazioni tecniche. Largo ,quindi, ha concluso il Ministro, all'esperienza di Treia che consentirà di parlare di lavoro, non solo di quello legato alla regolarità formale, ma anche in termini di migliore qualità possibile, di un ottimale impiego delle risorse e di una consulenza aziendale. Un saluto, quello del Ministro in videoconferenza, che è stato poi l'oggetto dell'intero Festival in cui, ognuno, ha voluto sottolineare la propria «ricetta» affinché si esca quanto prima dalla crisi e l'economia, e con essa l'occupazione, torni a registrare punte di crescita. A tutto ciò, lo testimoniano le conclusioni del Presidente del Consiglio Nazionale – Marina Calderone – si aggiunge «la responsabilità dei consulenti del lavoro per garantire ai giovani condizioni di lavoro soddisfacenti».