Consulenza o Preventivo Gratuito

Dichiarazione integrativa per le rettifiche

del 29/06/2010
di: La Redazione
Dichiarazione integrativa per le rettifiche
Dichiarazione integrativa per rettificare la propria denuncia dei redditi laddove si rinvenga successivamente all'invio la documentazione relativa alle spese sanitarie sostenute e non detratte. La correzione può avvenire telematicamente o attraverso presentazione presso l'ufficio postale, per i soggetti non obbligati all'invio online del modello. Riguardo alla tempistica, l'integrativa può essere proposta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dell'anno d'imposta successivo.

A ricordarlo è l'Agenzia delle entrate, che, in vista delle scadenze legate alla compliance fiscale delle persone fisiche (modello 730/2010 e Unico-PF 2010), con un comunicato ha fornito ieri un breve vademecum per illustrare ai circa 10 milioni di contribuenti che presentano il modello cartaceo gli errori più comuni che si commettono in sede di compilazione.

F24 e codici tributo. L'Agenzia mette in guardia in prima battuta i cittadini che presentano il modello Unico-PF ed effettuano il versamento delle imposte tramite F24. Le Entrate ricordano che è possibile rinvenire il modello F24 da utilizzare per il pagamento e la compensazione di gran parte delle imposte e dei contributi presso banche, agenti della riscossione e uffici postali. Per ovviare ad errori nell'indicazione e nella trascrizione del codice tributo (che individua attraverso una serie di numeri l'imposta cui si riferisce il versamento), viene ricordato che tutti i codici sono reperibili sul sito web dell'Agenzia. Gli errori nell'individuazione e nella trascrizione dei codici, in ogni caso, possono essere superati utilizzando il software «F24 online», mediante il quale è possibile compilare il modello e stamparlo.

Codice fiscale. Qualsiasi documento che mette in contatto fisco e cittadini parte dal codice fiscale, che identifica persone fisiche e giuridiche nei rapporti con la pubblica amministrazione. Pertanto, sottolinea l'Agenzia, è bene porre attenzione nella trascrizione del codice (che per le imprese coincide con il numero di partita Iva) all'interno dello specifico campo.

Familiari a carico. Le Entrate richiamano l'attenzione dei contribuenti anche sulla corretta indicazione dei familiari a carico del soggetto dichiarante, che spesso risulta «imprecisa e discordante con la realtà domestica del contribuente». Pertanto, il soggetto che compila il modello dichiarativo dovrà esporre il codice fiscale del familiare, barrare la casella che indica la relazione di parentela (coniuge, figlio ecc.) nonché l'eventuale percentuale di detrazione spettante.

Ubicazione fabbricati. Un'altra fattispecie tipica di errore o svista riguarda l'omissione o l'imprecisione nell'indicare il codice catastale del comune in cui risulta situato l'immobile di proprietà. Per evitare errori, sottolinea l'amministrazione finanziaria, è sufficiente consultare le pagine finali delle istruzioni ai modelli, che riportano i codici di tutti i comuni italiani.

Domicilio e residenza. Situazione analoga per l'indicazione del domicilio fiscale del contribuente. Se la residenza anagrafica del soggetto risulta invariata, oppure mutata ma nell'ambito dello stesso comune, va compilato soltanto il rigo «Domicilio fiscale al 01/01/2009». Se invece il cambio di residenza ha comportato il trasferimento in un altro comune, andranno compilati anche i righi «Domicilio fiscale al 31/12/2009» e «Domicilio fiscale al 01/01/2010». Si ricorda che, ai fini fiscali, la variazione di residenza ha effetto a far data dal 60° giorno successivo alla data del trasferimento.

Bonus 36%. Rischio d'errore anche nell'indicazione delle detrazioni delle spese per ristrutturazioni edilizie: in questo caso, vanno riportati l'anno, l'importo e il numero della rata sostenuta nel periodo d'imposta, sulla quale calcolare lo sconto fiscale.

Coniugi separati. Nel caso di assegno al coniuge erogato dal soggetto dichiarante, va indicato l'importo destinato alla moglie o al marito, ma non quello di cui risulta beneficiario il figlio. In questo caso, pertanto, l'assegno va «scisso» e ne va indicata in dichiarazione solo una parte.

Affitti. Infine, l'Agenzia invita i cittadini a fare attenzione nell'inserire i dati per la detrazione per canoni di locazione. In questo caso, si ricorda che se il contratto di locazione è intestato ai due coniugi lo sgravio è del 50% e spetta a entrambi (salvo che uno non sia fiscalmente a carico dell'altro). Pertanto, moglie e marito devono riportare ciascuno la propria quota di detrazione.

vota