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Catasto, il monitoraggio si allarga

del 29/06/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Catasto, il monitoraggio si allarga
Monitoraggio più ampio dell'Amministrazione finanziaria e complicazione negli adempimenti posti a carico dei contribuenti, in presenza di contratti di locazione e di affitto, dopo l'introduzione del nuovo modello denominato «Cdc» destinato esclusivamente all'indicazione dei dati catastali degli immobili già locati alla data del 1° luglio 2010.

Questa l'ulteriore novità che va ben oltre il dettato normativo del comma 15, dell'art. 19, dl n. 78/2010 (si veda ItaliaOggi, 26/06/2010), destinata al monitoraggio degli immobili e all'intercettazione di immobili «fantasma» non dichiarati in catasto ma produttori di reddito in capo ai proprietari o titolari dei diritti reali, per i contratti già in essere alla data di entrata in vigore della nuova disposizione.

Modello «69». Il modello, necessario alla registrazione dei contratti di concessione in godimento degli immobili (locazione, affitto o comodato), è stato integrato con il quadro «D», destinato a ricevere i dati catastali delle costruzioni locate con contratti stipulati in data successiva all'entrata in vigore della medesima disposizione (comma 16, art. 19, dl 78/2010) ovvero dal 1° luglio 2010.

Come si evince dal provvedimento dirigenziale di approvazione dei nuovi modelli (modello 69 e Cdc) dello scorso 25 giugno (protocollo n. 2010/83561) e delle specifiche tecniche degli stessi, la disposizione richiamata della manovra correttiva dispone la necessità di comunicare i dati catastali degli immobili, oggetto di contratti (verbali o scritti) di locazione, affitto o comodato.

Per tale motivo nel quadro «D», di nuova istituzione, si rende necessario indicare numerosi dati descrittivi dell'atto, dal codice del comune, ove risulta collocato l'immobile, ai dati relativi alla partita ed al corpo tavolare che costituiscono il «libro fondiario», da intendersi come quel complesso di registri, atti e documenti che raccoglie ed indica le variazioni di fatto e di diritto, succedutesi nell'immobile oggetto di rilevazione, destinati a complicare maggiormente la stessa registrazione; il sistema tavolare (o «Libro fondiario») è in vigore, attualmente, nelle province di Trento, Bolzano, Trieste e Gorizia e in alcuni comuni delle province di Udine, Brescia, Belluno e Vicenza.

Modello «Cdc». Ben oltre i contenuti della disposizione legislativa, la richiesta di presentazione di questo nuovissimo modello destinato al monitoraggio degli immobili già locati alla data di entrata in vigore del comma 15, dell'art. 19 del dl n. 78/2010.

Il richiamato comma 15, in effetti e come indicato nel provvedimento del direttore delle Entrate, richiede che siano indicati i dati catastali anche nei casi di cessioni, risoluzioni e proroghe, attualmente assolto con il mero versamento dell'imposta dovuta, ma la norma non richiede espressamente l'indicazione dei dati per gli atti già in corso alla data del 1° luglio 2010.

A ogni buon conto, le Entrate, stante i tempi eccessivamente diluiti di aggiornamento dei sistemi informati ma soprattutto con l'obiettivo non celato di intercettare immobili non censiti e, magari, locati, richiedono la compilazione e presentazione su supporto cartaceo o telematico del modello (scaricabile dal sito della stessa agenzia all'indirizzo www.agenziaentrate.gov.it), una tantum ed entro il termine di 20 giorni dalla data della risoluzione, cessione o proroga (se inviato telematicamente anche contestualmente al versamento) che coincide attualmente con il versamento della relativa imposta di registro, di cui al comma 2, dell'art. 17, dpr n. 131/1986; l'imposta dovuta per le cessioni, risoluzioni e proroghe, anche tacite degli stessi, è liquidata ed assolta dalle parti contraenti entro il termine di 30 giorni, con il versamento del relativo importo il concessionario della riscossione, ai sensi dell'articolo 4, dlgs 9/07/1997, n. 237. Nelle more dell'attivazione della procedura, il nuovo modello potrà essere presentato su supporto cartaceo anche da chi ha, in via facoltativa, utilizzato la registrazione telematica dei contratti, mentre è opportuno evidenziare che anche questo modello richiede, nell'apposita sezione, l'indicazione della partita e del corpo tavolare, come rilevabile dai libri fondiari.

Sanzioni. Per quanto concerne l'aspetto sanzionatorio è lo stesso comma 15, dell'art. 19 che rinvia ai contenuti dell'articolo 69 del dpr 131/1986 (Tuir) rendendo applicabile la sanzione variabile dal 120 al 240% dell'importo dovuto per l'imposta di registro che, nel caso della mancata compilazione del nuovo modello «Cdc», è quello riferibile al versamento dovuto per la risoluzione, la cessione o la proroga del contratto di locazione, affitto o comodato.

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