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Verifiche con abuso

del 26/06/2010
di: pagina a cura di Cristina Bartelli
Verifiche con abuso
Stanno ancora comodi nel palmo di una mano ma intanto i casi pilota dell'abuso di diritto della Guardia di finanza hanno superato il primo step, quello di verifiche fiscale e sono ora sulla scrivania dei funzionari dell'Agenzia delle entrate per trasformarsi con molta probabilità in avvisi di accertamento. La novità è proprio nella formalizzazione del rilievo della violazione abuso di diritto. Dal comando interregionale dell'Italia nord occidentale tengono ad andare cauti ma spiegano che è stato un attento lavoro di prudenza e di confronto per far rientrare i casi contestati nella fattispecie che attualmente è priva di regola normativa come l'abuso di diritto. E non solo il lavoro di intelligence delle fiamme gialle lombarde, in particolare, sfrutta sempre più la tecnologia e gli incroci delle banche dati. Nei primi sei mesi del 2010 spiegano a margine della 236 festa del corpo, l'imponibile sottratto a tassazione riportato alla luce dagli interventi delle Guardia di finanza, ha già ampiamente superato, con i suoi 7 mld, il «bottino» dell'intero 2009 quando furono scovati dal comando provinciale di Milano 5 miliardi tra imposte evase e costi fittizi. Non solo gli evasori scoprono gli strumenti per sfuggire al fisco ma anche chi li rincorre si adegua e quindi massima attenzione all'informatica ma anche a uno strumento legislativo, il raddoppio dei termini per l'accertamento che ha consentito in molti casi di raggiungere questi risultati. Sotto la lente della Gdf meneghina per il 2010 anche le imprese a cui si applicano le regole sul tutoraggio fiscale, un campione di diverse centinaia di imprese. Gli elementi di maggior rischiosità sono quelli legati alla costruzioni di sedi estere e transiti e imputazioni dei costi da sedi madri a sedi figlie. Insomma l'attenzione è alle architetture fiscali delle imprese di elevati dimensioni che hanno eventualmente un tipo di irregolarità diverse rispetto all'emissione di fatture non corrette o scontrini errati.

Ieri durante la festa per i 235 anni del corpo, il comandante interregionale, Daniele Caprino ha ricordato che «non può esservi giustizia sociale se, attraverso l'evasione fiscale ci si pone sul mercato in condizioni di concorrenza sleale». A margine, dopo le premiazioni ai nuclei che si sono distinti per particolari attività a tutela dell'Entrate il generale ha anche ricordato il lavoro di razionalizzazione delle risorse riassumibile nello slogan «meno caserme più pattuglie» e che ha portato alla sistemazione lungo i confini con la Svizzera di vigilanza doganale più moderna e di mezzi più tecnologici che hanno evidenziato come il fenomeno dei corrieri di valuta sia un fenomeno tutt'altro che sparito, soppiantato magari dai veloci click di operazioni finanziarie telematiche. Nel 2009 è stata sequestrata valuta e titoli di credito pari a 390 milioni di euro, diretti all'estero in violazione alla normativa comunitaria e all'individuazione di 6.745 responsabili.

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