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del 26/06/2010
di: La Redazione
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«In sede di federalismo fiscale, si parla di un redditometro per gli enti locali. Ottima idea, ma per gli immobili non funziona, gli immobili sono prigionieri degli enti locali, non si possono spostare. Insomma l'imposta sugli immobili è l'imposta che incarna meno il federalismo, che è tale solo se attua la concorrenza fra enti. Certo che se si continua a discutere il progetto del nuovo tributo solo coi suoi beneficiari, il modo di ottenere un sistema di concorrenza, non salterà mai fuori, anzi: sarà accuratamente evitato e sarà conseguentemente il fallimento stesso del federalismo fiscale». Lo ha dichiarato il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani.

La conciliazione obbligatoria, recentemente introdotta dal decreto legislativo n. 28 del 04/03/2010, è un procedimento che, se affidato a mediatori privi delle indispensabili competenze e se accessibile ai cittadini anche senza la assistenza di un difensore, può gravemente incidere sul diritto di ogni consociato ad adire la autorità giudiziaria per la tutela dei propri interessi. Lo afferma l'Associazione italiana giovani avvocati (Aiga), sottolineando che «la previsione dell'assistenza obbligatoria da sola non basterebbe a mettere i diritti del cittadino al riparo dal rischio di non essere adeguatamente tutelati se la legge sulla conciliazione obbligatoria non fosse emendata laddove definisce la figura del mediatore: può svolgere questo ruolo, infatti, soltanto colui il quale sia in possesso delle indispensabili competenze giuridiche».

«Chiediamo la soppressione della previsione dell'art. 11 del decreto legge manovra straordinaria sui conti pubblici: è semplicemente scandaloso che non solo non si paghino le imprese, ma addirittura si pretenda di impedire loro persino di promuovere azioni per tentare di riscuotere i loro crediti. Contro la disposizione dell'art. 11, che blocca fino a fine anno le azioni ingiuntive, incluse quelle già intraprese, per crediti in ambito sanitario verso ben sette regioni oggetto di piani di risanamento, abbiamo già presentato esposto a Bruxelles, e abbiamo fiducia nell'intervento dell'Unione europea, ma ci auguriamo che la tanto conclamata attenzione ai problemi delle imprese non sia una favola e che governo e parlamento provvedano a cancellare la norma». A sostenerlo è il Taiis – Tavolo interassociativo imprese di servizi, nel quale si coordinano associazioni di rappresentanza di imprese di servizi «non distributivi» e che rappresenta, complessivamente, oltre 18 mila imprese nelle quali lavorano circa 900 mila addetti.

Per i prossimi cinque anni, al di là degli andamenti del mercato finanziario che determinano gli utili delle Fondazioni di origine bancaria, queste ultime erogheranno ai Centri di servizio per il volontariato e alla Fondazione per il Sud risorse garantite e continuative. È questo il punto più significativo dell'accordo firmato a Roma dall'Acri, l'associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni, il Forum del Terzo Settore, CSVnet – Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato, Consulta nazionale permanente del volontariato presso il Forum, Convol - Conferenza permanente presidenti Associazioni e Federazioni nazionali di volontariato, Consulta nazionale dei comitati di gestione - Co.Ge. Si tratta di 24,4 milioni di euro alla Fondazione per il Sud, che dovrà utilizzarne almeno 5 milioni per le Organizzazioni del volontariato del Mezzogiorno e di 60 milioni di euro ai Centri di servizio per il volontariato, di cui una quota decrescente da 49 a 46 milioni utilizzabile dai Csv per i servizi, d'intesa con i Co.Ge., e il resto per la progettazione sociale, d'intesa anche con le Fondazioni.

«Consideriamo positivi gli emendamenti approvati durante la seduta congiunta delle Commissioni affari costituzionali e affari sociali della camera: danno maggior valore agli enti locali in fase di programmazione e ruolo nelle attività dell'Osservatorio nazionale sulle comunità giovanili». Questo il commento di Giacomo D'Arrigo Coordinatore nazionale Anci giovane dopo la riunione delle Commissioni che hanno analizzato il testo del sulle Comunità giovanili proposte dal ministro Giorgia Meloni.

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