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Protesti illegittimi indennizzati

del 26/06/2010
di: di Debora Alberici
Protesti illegittimi indennizzati
L'illegittimità del protesto non dà diritto di per sé al risarcimento del danno all'immagine che può essere liquidato solo in casi di particolare gravità.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15224 del 23 giugno 2010, ha respinto il ricorso incidentale della cliente di una banca nei confronti della quale era stato emesso un protesto illegittimo.

La donna aveva subito contestato la misura di fronte al tribunale di Roma chiedendo alla grande banca tedesca il risarcimento dei danni. I giudici le avevano accordato quelli patrimoniali, circa 5 mila euro. Il verdetto fu poi confermato dalla Corte d'Appello della capitale. A questo punto l'istituto di credito ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione che accordava alla donna i danni patrimoniali. Dal canto suo la cliente ha fatto presentato invece ricorso incidentale sostenendo di volere anche i danni all'immagine derivati dal protesto illegittimo. I giudici della prima sezione civile del Palazzaccio hanno respinto entrambe i gravami. Quello della banca perché chiedeva una rivalutazione dei fatti e delle prove già vagliate dal tribunale di Roma e quello della signora perché la lesione della sua immagine, ha spiegato la Corte non è stata poi così «grave». In sostanza, i danni patrimoniali subiti sono più facili da risarcire. Per quelli all'immagine, invece, la prima sezione civile ha escluso che vi sia automatismo fra l'illegittimità del protesto e il risarcimento. In particolare il Collegio di legittimità ha chiarito che «la semplice illegittimità del protesto, pur costituendo un indizio in ordine all'esistenza di un danno alla reputazione, da valutare nelle sue diverse articolazioni, non è di per sé sufficiente per la liquidazione del danno medesimo, essendo necessarie la gravità della lesione e la non futilità del pregiudizio conseguente; elementi, questi, che possono esser provati anche mediante presunzioni semplici, fermo però restando l'onere del danneggiato di allegare gli elementi di fatto dai quali possa desumersi l'esistenza e l'entità del pregiudizio».

Anche la Procura generale della Suprema corte, nell'udienza svoltasi al Palazzaccio lo scorso 8 giugno, aveva chiesto la conferma della condanna ai danni patrimoniali dovuti dalla banca alla cliente e la negazione di quelli all'immagine. Insomma, ora la signora illegittimamente protestata verrà risarcita solo di 5 mila euro.

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