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Occhio allo stress da lavoro

del 25/06/2010
di: Paola Cogotti
Occhio allo stress da lavoro
È meglio prevenire i danni dello stress legato all'attività lavorativa piuttosto che affrontarne le conseguenze. A partire infatti dal 1° agosto 2010 i datori di lavoro privati dovranno effettuare anche la valutazione di quest'ulteriore rischio, e la chiave di volta per prevenire lo stress legato all'attività lavorativa andrà ricercata nell'azienda, nella gestione del lavoro e delle risorse umane. Una novità è stata introdotta dal decreto-legge 31/5/2010, n. 78 recante «Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica», contenente la manovra economica 2011-2012, la quale ha disposto che: «Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2 del dlgs 165/2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del dlgs. 81/2008 in materia di rischio stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010». Situazione attuale, quindi, Pubblica amministrazione con proroga e aziende private alla ricerca di «istruzioni per l'uso» su come effettuare la valutazione dello stress lavoro-correlato. Si possono cogliere spunti e suggerimenti dalla guida operativa sulla «Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato» del 25 marzo scorso, predisposta dal «Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro» e realizzata da un gruppo di lavoro, presieduto dalla Regione Lazio e formato da Abruzzo, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana e Veneto. Come accennato all'inizio in un processo dinamico e virtuoso di valutazione, prevenzione, aggiornamento della valutazione, il fine ultimo è quello della definizione di interventi di miglioramento e non di semplice rilevazione del rischio. Sicuramente la centralità del datore è fondamentale nella conduzione del processo valutativo, ma come effettuare e affrontare la valutazione del rischio? La valutazione del rischio è un processo di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti da pericoli presenti sul luogo di lavoro. Consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti dell'attività lavorativa per stabilire: cosa può provocare lesioni o danni, se è possibile eliminare i pericoli e, nel caso in cui ciò non sia possibile, quali misure preventive o di protezione devono essere messe in atto per controllare i rischi. In sostanza, quindi, la valutazione del rischio è la base per una gestione efficace dello stress legato all'attività lavorativa, e indipendentemente da chi effettua la valutazione del rischio quindi il datore di lavoro, un dipendente incaricato dal datore di lavoro o un esaminatore esterno, è fondamentale che i lavoratori siano consultati e coinvolti in questo processo perché conoscono il luogo di lavoro; ma non solo dovranno mettere in atto eventuali modifiche delle condizioni o delle pratiche di lavoro. In questa prima fase di attuazione se il datore di Lavoro non è in grado di attivare il percorso di valutazione del rischio con le professionalità interne od abbia necessità di un supporto di consulenza esterna anche per una sola fase del processo di valutazione e gestione del rischio, come ad esempio corsi di formazione e motivazione, dovrà affidare l'intervento ad un singolo consulente o società di consulenza. L'apporto fattivo in questo caso potrà sicuramente provenire dal collaborare con medici, psicologi, economisti e sociologi dell'organizzazione , ed è fondamentale che i consulenti debbano poter svolgere un ruolo che preveda la definizione di un processo di intervento condiviso e partecipato con le varie figure aziendali.

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