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Studi di settore al restyling

del 25/06/2010
di: Enzo Summa
Studi di settore al restyling
In attesa del Redditometro, gli Studi di settore si adeguano alla crisi e mettono in pratica una serie di correzioni per meglio analizzare gli effetti della crisi e i casi di non congruità. Il tutto illustrato nella circolare dell'Agenzia delle entrate , n. 34/E, dello scorso 18 giugno in cui l'Ufficio fiscale, oltre a parametrare le cause dei possibili scostamenti, invita gli uffici periferici a non utilizzare indiscriminatamente le varie combinazioni matematiche e valutare, per quanto possibile, le motivazioni dei contribuenti sui casi di non aderenza ai risultati degli Studi. Motivazioni che, ed è questa una delle novità, potranno essere inviate entro il prossimo dicembre sotto forma di segnalazioni attraverso uno specifico software che l'Agenzia renderà operativo entro pochi giorni. In pratica si vorrà capire, prima di procedere con gli atti di verifica sulle congruità per poi passare alla successiva fase dell'accertamento, quali sono state le circostanze che possano giustificare lo scostamento rispetto agli indici già sottoposti a revisione. Una revisione, quella degli studi per l'anno d'imposta 2009, che si basa su tre indicatori specifici che consentono di differenziare i risultati a seconda dell'area di riferimento del contribuente. Il primo, legato al livello delle retribuzioni, tiene conto dell'incidenza del monte stipendi sul totale dei ricavi; gli altri due, invece, riguardano il livello reddituale disponibile per abitante e il livello di quotazione immobiliare per le aree di riferimento. Dati, questi ultimi, non proprio significativi per fotografare la tipologia di svolgimento dell'attività ma che , sicuramente, rispetto al passato consentono di inquadrare meglio il contesto in cui il contribuente produce i propri ricavi e la possibilità di raggiungere i limiti previsti dal proprio Studio di settore.

A un dato così ridimensionato, vanno poi aggiunte le quattro tipologie di correttivi che riducono, ancora, la soglia di ricavi minimi. Da quelli specifici per la crisi a quelli congiunturali di settore, in cui per la prima volta trova applicazione l'analisi statistica dei dati annuali Iva comunicati entro lo scorso mese di febbraio, tanto per capire se a livello di macro indagine i flussi di ricavi delle imprese hanno subito suscettibili variazioni a causa del periodo di crisi. Ma se tutto ciò non bastasse, come abbiamo già accennato, tanto vale utilizzare il riquadro delle annotazioni visto che nello scorso anno ben 265 mila circa sono stati i contribuenti che hanno voluto ulteriormente motivare la loro non congruità pur in assenza di specifico software. E tanti, almeno quelli che hanno indicato motivazioni ritenute credibili, sono stati esclusi dagli inviti al contraddittorio. Quest'anno, però, dovrebbe andare meglio visto che le motivazioni sono state, per così dire, istituzionalizzate e la soglia degli esclusi al controllo dovrebbe di conseguenza aumentare.

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