Consulenza o Preventivo Gratuito

Paesi black list, via al countdown

del 24/06/2010
di: di Franco Ricca
Paesi black list, via al countdown
Conto alla rovescia per la comunicazione delle transazioni con clienti e fornitori di paesi «black list»: le operazioni effettuate a partire dal 1° luglio prossimo dovranno essere comunicate all'Agenzia delle entrate in via telematica, utilizzando il modello approvato con provvedimento del 28 maggio scorso.

L'adempimento, istituito e disciplinato dall'art. 1 del dl n. 40/2009 e dal dm 30 marzo 2010, riguarda tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva poste in essere con soggetti residenti, domiciliati o stabiliti nei territori elencati nei ddmm 4 maggio 1999 e 21 novembre 2001 (vedi tabella). A pochi giorni dal via, il quadro presenta però qualche incertezza.

Operazioni interessate. Secondo la norma, l'obbligo di comunicazione riguarda tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione nel periodo di riferimento, con operatori economici di paesi «black list».

Per ciascuna controparte occorre indicare, tra l'altro, il codice fiscale, ovvero altro codice identificativo, gli elementi identificativi, l'importo complessivo delle operazioni attive e passive effettuate, distinto tra operazioni imponibili, non imponibili, esenti e non soggette agli effetti dell'Iva, al netto delle relative note di variazione, nonché l'importo complessivo dell'Iva.

Il nodo principale riguarda proprio l'oggetto della comunicazione, che stando alla norma dovrebbe essere costituito da un'operazione dotata di entrambi i seguenti requisiti:

a) rilevanza ai fini Iva, indipendentemente dal trattamento applicabile (imponibile, non imponibile, esente, non soggetto)

b) sussistenza dell'obbligo di registrazione ai fini della stessa imposta.

In particolare, il dubbio riguarda le operazioni «non soggette»; pur volendo riferire tale ambigua espressione alle operazioni prive del (solo) presupposto territoriale, resta il fatto che le operazioni non territoriali, salvo poche eccezioni, non sono sottoposte agli obblighi di fatturazione e di registrazione, per cui sono carenti del requisito sub b). È il caso, per esempio, di una prestazione di servizi «generica» resa nei confronti di un operatore economico svizzero; stando al tenore letterale della norma, questa operazione non dovrebbe essere segnalata. A diversa conclusione induce però la lettura delle istruzioni che corredano il modello, che nel definire l'oggetto della comunicazione non fanno alcun cenno al requisito dell'obbligo di registrazione ai fini Iva, lasciando quindi intendere che, diversamente da quanto si desume dalla norma, anche le operazioni extraterritoriali debbano essere in ogni caso comunicate.

Le istruzioni precisano, inoltre, che devono essere dichiarate anche le cessioni all'esportazione, mentre nulla dicono riguardo alle importazioni (che tecnicamente, nel sistema Iva, sono diverse dagli acquisti), le quali dovrebbero quindi ritenersi escluse dall'adempimento.

Va osservato che non sono previste esclusioni per le operazioni che risultano assoggettate ad altri obblighi di segnalazione, come gli scambi di beni e di servizi sottoposti agli obblighi Intrastat: operazioni con soggetti stabiliti in paesi «black list» appartenenti all'Ue (Cipro, Malta, Lussemburgo), nonché a territori assimilati ai fini Iva (Principato di Monaco) e, relativamente alle cessioni di beni, alla repubblica di San Marino.

Periodo di riferimento e termine di presentazione. La comunicazione va presentata per via telematica, direttamente o mediante intermediari abilitati, entro l'ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento. Il decreto stabilisce che il periodo di riferimento è:

- trimestrale per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50 mila euro (si assume, a tal fine, il trimestre civile);

- mensile, per i soggetti che non si trovano nella suddetta condizione.

Coloro che hanno iniziato l'attività da meno di quattro trimestri trasmettono la comunicazione trimestralmente, purché non abbiano superato la soglia di 50 mila euro nei trimestri già trascorsi. In caso di superamento di tale soglia nel corso del trimestre per una qualsiasi delle quattro categorie di operazioni, scatta l'obbligo della periodicità mensile dal mese successivo in cui la soglia è superata; in questo caso le comunicazioni sono presentate, appositamente contrassegnate, per i periodi mensili già trascorsi.

Al momento, diversamente da quanto stabilito dalla circolare n. 14/2010 con riferimento al debutto del modello Intrasat servizi, non è previsto che, in sede di prima applicazione, gli operatori possano adottare la frequenza trimestrale. Salvo successive indicazioni, quindi, gli operatori che hanno superato, nei pregressi trimestri, la soglia di 50 mila euro, dovranno presentare entro il 31 agosto la comunicazione relativa alle operazioni del mese di luglio.

Le sanzioni. Ai sensi dell'art. 1, comma 3, del dl n. 40/2010, l'omissione, l'incompletezza o la non veridicità della comunicazione è punibile con la sanzione di cui all'art. 11 del dlgs n. 471/97 elevata al doppio, ossia dal minimo di 516 al massimo di 4.132 euro. La stessa disposizione stabilisce, in deroga ai principi generali dell'ordinamento sanzionatorio, che non si applica il cumulo giuridico di cui all'art. 12 del dlgs n. 472/97; di conseguenza, se il contribuente commette più violazioni, ciascuna di esse sarà autonomamente sanzionata, secondo la regola del cumulo materiale.

vota