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Le rate ai raggi X

del 23/06/2010
di: di Debora Alberici
Le rate ai raggi X
Linea dura della Cassazione sulle sanzioni antiriciclaggio. Sono legittime quelle applicate per pagamenti in contanti a rate anche quando ciascun frazionamento della somma non supera i 12 mila cinquecento euro. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15103 di ieri, ha accolto il ricorso presentato dal Ministero delle finanze. È il caso di alcuni acquirenti che avevano pagato una vendita a rate e in gran parte in contanti. Per questo era scattata da parte dell'amministrazione finanziaria una sanzione di 3mila euro ciascuno. Loro si erano difesi sostenendo che i pagamenti erano stati dilazionati nel tempo e che ciascuna rata non superava i venti milioni della vecchie lire. Questa tesi ha trovato il favore dei giudici di merito. Infatti, il tribunale di Salerno aveva accolto l'opposizione alla sanzione presentata dagli acquirenti, che avevano sempre sostenuto di aver acquistato l'immobile frazionando il pagamento fra assegni e contanti. Contro questa decisione il ministero delle finanze ha presentato ricorso alla Suprema corte e ha vinto. La seconda sezione civile a cui è stata assegnata la trattazione della causa ha infatti accolto il secondo motivo precisando che «in tema di sanzioni amministrative per violazione della normativa antiriciclaggio, il divieto posto dall'art. 1, primo comma, del dl n. 143 del 1991, conv. In legge n. 197 del 1991, di trasferire denaro contante e titoli al portatore per importi superiori a lire 20.000.000 (ora euro 12.500) senza il tramite di intermediari abilitati, fa riferimento al valore dell'intera operazione economica alla quale il trasferimento è funzionale e si applica anche quando detto trasferimento si sia realizzato mediante il compimento di varie operazioni, ciascuna di valore inferiore o pari al massimo consentito!

Applicando a questo caso un principio generale gli Ermellini hanno infine concluso che «sulla base delle stesse affermazioni degli acquirenti, i quali, secondo Ia sentenza impugnata avevano dedotto di aver effettuato pagamenti per almeno 213 milioni e 500 mila lire in contanti, frazionando la somma tra l'8 giugno e il 13 luglio 1992, con versamenti inferiori a 20 milioni di lire, sussisteva la violazione contestata». I giudici hanno chiuso definitivamente il sipario sulla vicenda respingendo l'opposizione alla sanzione amministrativa. Non sono molte le decisioni di legittimità sulle sanzioni amministrative antiriciclaggio. Una di due anni fa, sentenza n. 25134, ha limitato l'obbligo di segnalazione dei sospetti pagamenti in contanti ai funzionari di banca solo nei casi più gravi. Infatti, nelle motivazioni si legge che «l'obbligo di segnalazione di operazioni bancarie in contanti, secondo l'espressa qualificazione normativa, sugli intermediari abilitati, ovvero gli intermediari impersonalmente considerati, quali ad esempio l'azienda di credito, e non il singolo funzionario o il cassiere addetto all'operazione. Soltanto nelle fattispecie più gravi, l'obbligo di segnalazione grava sui dipendenti dell'azienda di credito».

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