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Senza albo. Ma certificati

del 22/06/2010
di: di Benedetta Pacelli
Senza albo. Ma certificati
Un bollino di qualità per i professionisti senza albo. In attesa che la politica faccia la sua parte, i non regolamentati rappresentati da Uniprof (Assoprofessioni-Cna), cercano una strada alternativa: un'accordo con l'Ente nazionale di unificazione (Uni), e quello di accreditamento designato dal governo (Accredia), per dare un riconoscimento certificato alla loro professionalità. Una triangolazione che punta a dichiarare e a garantire, in modo non autoreferenziale, le prestazioni professionali fornite. E quindi, per esempio, a fare in modo che nel futuro un qualsiasi cittadino possa distinguere il professionista osteopata o naturopata qualificato e competente da chi, invece, si improvvisa tale. Un sistema per mettere in moto un meccanismo a carattere volontario utile ai professionisti ma soprattutto agli utenti, e soprattutto in grado di mettere in evidenza la qualità della loro prestazione. Il tutto partendo proprio da una norma europea, la direttiva 2006/123 relativa ai servizi del mercato interno, che spinge gli stati membri ad andare verso un processo di normalizzazione, ossia di regolamentazione attraverso la normazione volontaria in questo settore. Del resto come è stato anche sottolineato in occasione della presentazione di questo sistema di certificazione, sono circa 3,5 milioni i lavoratori che appartengono a professioni non regolamentate, di cui oltre 800 mila sono cresciuti negli ultimi dieci anni con un incremento del 70%. La norma è in grado di garantire il valore della preparazione e della prestazione professionale, la certificazione può attestare e dare riconoscibilità a questa preparazione in favore dei consumatori.

Come ultimo anello del sistema di assicurazione della qualità, l'ente di accreditamento, andrà a verificare l'idoneità degli standard utilizzati dai vari enti di certificazione. L'accreditamento garantisce che gli enti di certificazione delle figure professionali operino seguendo principi di competenza, indipendenza e imparzialità ben codificati. «La problematica legata alle professioni è particolarmente sentita in un momento di crisi come questo», dice Giorgio Berloffa di Uniprof (Assoprofessioni-Cna), «e l'Unione europea impone a tutti gli Stati membri di favorire una certificazione dei servizi, per mettere in condizione gli utenti di riconoscere il professionista competente. Solo in questo modo si realizzerà effettivamente la libertà del professionista e del consumatore». «Sono circa 80 mila», spiega invece Antonio Paoletti, vicepresidente di Accredia, «le figure professionali ad oggi certificate sotto accreditamento. Gli organismi di certificazione professionale sono infatti in grado di operare anche in settori nuovi, verificando puntualmente una particolare professionalità in riferimento alla normativa internazionale e controllandone attraverso periodiche visite di sorveglianza il necessario aggiornamento».

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