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Per la Robin tax aumenti dal 2010

del 22/06/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Per la Robin tax aumenti dal 2010
Per le società operanti nel comparto del settore idrocarburi e dell'energia idroelettrica e geotermica, l'incremento dell'addizionale Ires (Robin Tax) dal 5,50% al 6,50% scatta a partire dal 2010, se contribuenti con esercizio coincidente con l'anno solare, al superamento nell'anno precedente di un volume d'affari, complessivo per tutte le attività esercitate, di 25 milioni di euro.

Questa la principale indicazione dell'Agenzia delle entrate, fornita con la circolare n. 35/E dello scorso 18 giugno, intervenuta sulla corretta applicazione dell'addizionale Ires, di cui al dl n. 112/2008, destinata ai soggetti operanti nel comparto dell'energia, dopo le modifiche introdotte dal comma 3, dell'art. 56, della legge n. 99/2009 (c.d. «Legge sviluppo»), entrata in vigore il 15 agosto 2009.

Decorrenza. Stante l'assenza della deroga espressa all'art. 3, della legge n. 212/2000 (Statuto dei contribuenti) nel comma 3, dell'art. 56, della legge n. 99/2009, l'addizionale Ires destinata a colpire gli operatori del comparto energetico trova applicazione a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge sviluppo (15/08/2009) che, per i contribuenti con esercizio coincidente con quello solare, sarà il 2010.

Sul punto è opportuno evidenziare che, come indicato nel chiarimento ministeriale, l'imposta è dovuta con riferimento all'esercizio (per i solari) 2010, seppure determinata in sede di redazione UNICO nell'anno successivo (2011), ma niente è stato detto anche ai fini della determinazione degli acconti per il medesimo anno (2010) da versare a giugno e novembre 2010, che si ritengono dovuti considerando anche detta addizionale.

Applicazione. Posta la necessaria presenza delle due condizioni, relative al volume d'affari realizzato nel periodo d'imposta precedente superiore a 25 milioni di euro e alla presenza di soggetti Ires operanti nel comparto dell'energia (ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, raffinazione petrolio, produzione e commercializzazione di benzine e di energia elettrica), il documento di prassi conferma l'esclusione per i produttori (ma includendo i commercianti) del comparto dell'energia pulita (rinnovabile), di cui alla lett. c), comma 16, dell'articolo 81 e delle attività ausiliarie a quelle energetiche (stoccaggio e trasporto).

Con riferimento alla soglia dei ricavi, sono due le indicazioni delle Entrate, destinate ad ampliare la platea dei soggetti incisi dalla citata addizionale: l'agenzia, infatti, conferma che la verifica del superamento del tetto deve essere fatta con riferimento all'ammontare complessivo dei ricavi conseguiti dai soggetti Ires, considerando anche i ricavi realizzati con altre attività anche escluse e l'applicazione nell'anno successivo al superamento, ancorché nel medesimo anno non si superi la citata soglia.

Il documento di prassi ha analizzato anche il caso in cui il periodo d'imposta risulti inferiore o superiore ai 12 mesi, chiarendo che la soglia minima deve essere ragguagliata all'anno (pro rata temporis) mentre, in presenza di un soggetto neo-costituito per effetto di operazioni straordinarie (art. 172 e 173, dpr n. 917/1986), si deve verificare il superamento o meno della soglia dei ricavi, con riferimento a quelli realizzati dal soggetto preesistente (dante causa).

Infine, nel caso di soggetti svolgenti attività diverse da quelle del settore energetico, l'addizionale resta dovuta qualora i ricavi realizzati nell'esercizio delle attività del comparto energetico siano prevalenti rispetto alle altre, ovvero qualora il rapporto determinato utilizzando il volume di ricavi generato dalle dette attività ed il volume complessivo dei ricavi, da intendersi come il totale delle attività svolte, superi il 50%.

Perdite pregresse. Per effetto della natura dell'addizionale, che si deve considerare come una mera maggiorazione dell'Ires ordinaria, il reddito complessivo è soggetto ad un'imposizione complessiva pari al 34% (27,5 + 6,5%), ma è determinato tenendo conto anche delle perdite pregresse, in ossequio alle disposizioni contenute nell'art. 84 del Tuir.

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