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Serve una cassa tutta per i revisori

del 18/06/2010
di: La Redazione
Serve una cassa tutta per i revisori
Si intensificano i colloqui dei vertici dell'Istituto nazionale revisori legali per portare a compimento due passaggi cruciali nell'attività professionale del revisore: da un lato il percorso previdenziale per il quale l'Inrl ha già avviato un sondaggio tra i suoi iscritti per verificare il numero degli interessati, e a tal proposito l'Ufficio di presidenza Inrl sollecita gli iscritti che non hanno ancora compilato la scheda del sondaggio che riportiamo in questa pagina, a inviare quanto prima le loro risposte utilizzando l'email sondaggio@revisori.it appositamente predisposta per la raccolta tempestiva dei dati che serviranno ad avere un quadro completo legato al peso specifico dei revisori legali nel progetto previdenziale.

A tal proposito il presidente dell'Inrl, Virgilio Baresi ha confermato che «sono già in fase molto avanzata le valutazioni dell'Istituto con una solida cassa ordinistica di primaria importanza nazionale, per verificare tempi e modalità del progetto di condivisione della previdenza complementare».

Altra priorità per l'Inrl è costituita dal pieno riconoscimento della rappresentanza tributaria per il quale sono state già avviate le prime azioni giudiziarie per rivendicare il ruolo centrale del revisore nei contenziosi tributari ed è già depositata la richiesta presso il Consiglio di Stato per ottenere la legittimità di tale rappresentanza, con rivisitazione dei contenuti alla luce del decreto legislativo 39-2010.

Un pressing che l'Istituto sta compiendo anche in Europa, grazie all'interessamento dell'on. Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e dell'on. Cristiana Mucardini, vicepresidente della Commissione del commercio internazionale del Parlamento europeo, perché come ha sempre sostenuto il presidente dell'Inrl, Baresi, bisogna considerare l'Italia e tutti i suoi contesti professionali come una 'regione d'Europa' e quindi come tale attenersi a quanto stabilito dalle vigenti normative comunitarie in materia di revisione legale.

Di grande interesse , infine, i contatti maturandi con l'Agenzia delle Entrate per la completa disamina della normativa che attiene tutte le attività di controllo del revisore legale

«Non rientra nel nostro Dna fare guerra ad alcuno, ma chiediamo di poter svolgere la nostra attività professionale secondo quanto stabilito dalla legge e di avviare se possibile, con il consenso la naturale applicazione, alla luce delle profonde modifiche apportate dal dlgs 39/2010 che ha recepito la norma europea», ha ribadito il presidente dell'Inrl, Baresi che ha aggiunto: «È utile ricordare, ancora una volta, che quella del revisore legale, nella sua esplicazione, verifica le attività amministrativo-contabili svolte anche da altre professionalità che agiscono nell'interesse delle imprese. E nel compiere questo lavoro professionale ispirato al principio di terzietà, se ne assume la responsabilità, come del resto recita il recente dlgs in vigore dal 7 aprile scorso che stabilisce regole precise nella revisione legale». Non a caso, ai primi di luglio, sarà distribuito a tutti gli iscritti dell'Inrl il numero de Il Giornale del revisore che, oltre al supplemento speciale dedicato ai contenuti del rinnovato contratto nazionale di lavoro e al dlgs 39/2010 sull'attività professionale del revisore legale, conterrà una serie di interessanti commenti tecnici e politici sulla innovativa legislazione che recepisce la direttiva comunitaria 43/2006.

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