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Riflettori puntati sul Collegato A Firenze l'approfondimento

del 18/06/2010
di: La Redazione
Riflettori puntati sul Collegato A Firenze l'approfondimento
Un approfondimento tecnico di grande spessore quello che si è vissuto a Firenze in occasione del convegno regionale promosso dall'Ancl regionale e dalla Consulta Toscana dei Consigli provinciali dell'Ordine dei consulenti del lavoro che si è svolto lo scorso 11 giugno. Dopo la parte riservata al Consiglio nazionale dell'Ordine alla presenza del presidente Marina Calderone e del presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca, spazio alla approfondita disamina tecnica del collegato lavoro. Naturalmente l'esame della normativa in corso di approvazione, si è limitata agli aspetti della conciliazione ed arbitrato tutt'ora in discussione al Senato, a seguito del rinvio alle camere del provvedimento da arte del capo dello Stato. Il presidente Ancl Francesco Longobardi che ha introdotto i lavori, ha avuto modo di evidenziare alla platea (vedasi sintesi nella stessa pagina) motivi di condivisione e motivi di riflessione critica. Critica – peraltro sempre costruttiva – che non deve mai mancare al Consulente del lavoro, che quale operatore diretto della applicazione e della interpretazione della legge è il primo attore nella quotidianità dei rapporti di lavoro. Il centro dell'intervento del presidente Ancl è stato proprio questo: l'invito dei colleghi alla valutazione del complessivo provvedimento tanto in ordine al diritto quanto in ordine alle competenze e sviluppo delle opportunità professionali. L'illustrazione dei profili tecnici del provvedimento ad una platea di colleghi estremamente attenta ed interessata, è stata realizzata da Renzo La Costa, esperto e componente del Centro studi nazionale dell'Ancl. La relazione ha avuto modo di analizzare gli aspetti più evidenti e quelli più reconditi del provvedimento in corso di approvazione. In particolare la nuova disciplina della conciliazione presso le Dpl, i nuovi termini di impugnativa del licenziamento e le nuove modalità di attivazione della conciliazione e della procedura giudiziaria hanno avuto grande spazio nell'intervento illustrativo. Naturalmente, da padrona l'ha fatta l'introduzione delle forme di arbitrato che il collegato prevede, con la parallela riforma degli artt. 412 e seguenti del codice di procedura civile. Non ultima, la questione che l'Ancl ha sollevato formalmente innanzi alle commissioni lavoro Camera e Senato in ordine alla formulazione del nuovo art. 4 del collegato che riscrive il testo delle maxisanzione di cui al dlgs 124/2004. Tale formulazione infatti – che introduce una graduazione della sanzione a seconda che il lavoratore sia trovato al nero o sia trovato regolarizzato dopo un periodo al nero – pur nell'intento di riguardare tutti i datori di lavoro, di fatto lascerebbe impuniti talune categorie datoriali a causa proprio della errata dicitura adottata dal testo legislativo (vedasi in proposito www.anclsu.com/ 27.4.2010 News «Collegato lavoro e maxisanzione: ancora verso l'incertezza»). Altrettanto spazio di approfondimento è stato dedicato ad altro tema novellato dal collegato lavoro in ordine alla ridefinizione dei poteri del giudice in ordine alla trattazione dei licenziamenti. Sulle nuove disposizioni che si intendono introdurre in materia, vaste sono state le perplessità in ordine allo loro reale applicazione e alla loro concreta effettività. Tutta la sostanza complessiva del progetto di legge che si intende approvare – comprensiva delle ultime modifiche approvate dalla commissione Senato dopo il rinvio da parte del capo dello stato – sono state esaminate proprio in funzione del soddisfacimento che tali modifiche dovrebbero avere nei confronti dei predetti rilievi. L'impressione generale è stata che gli aggiustamenti sin'ora adottati quelle prescrizioni non le soddisfino. Nel commentare infatti a caldo la lettera di rimessone alle Camere del Provvedimento da parte del capo dello stato, l'Ancl non aveva esitato ad apprezzare i rilievi mossi all'esecutivo. Rilievi che, allo stato del testo attuale, risultano solo parzialmente soddisfatti e per ampia parte decisamente inascoltati. La preoccupazione formalmente espressa dall'Ancl è di ritrovarsi conclusivamente di fronte ad un testo rabberciato, che al di là di ogni considerazione di carattere politico che non compete al Sindacato, procuri ulteriori incertezze alla disciplina del mercato del lavoro, invece di fondare un momento di nuove certezze del diritto, che tutti i Consulenti del lavoro richiedono da tempo al legislatore.
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