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Disoccupazione ai co.co.co.

del 16/06/2010
di: di Domenico Comegna
Disoccupazione ai co.co.co.
Per il requisito contributivo minimo, richiesto per l'accesso all'indennità di disoccupazione, valgono anche i periodi di attività svolti come co.co.pro. Lo ricorda l'Inps nella circolare n. 74/2010, con la quale l'ente rende operativo il contenuto della disposizione contenuta nella Finanziaria 2010.

Solo per il 2010. Si tratta dell'art. 2, comma 131, della legge n. 191/2009 che stabilisce, in via sperimentale per l'anno 2010, che ai fini del perfezionamento del requisito contributivo utile per la concessione dell'indennità di disoccupazione ordinaria, vadano computati anche i periodi svolti nel biennio precedente in via esclusiva sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nella misura massima di 13 settimane. Il lavoratore che presenta domanda di disoccupazione ordinaria, per accedere alla prestazione, deve infatti far valere almeno un anno di contribuzione (ovvero 52 contributi settimanali) che si collocano, anche non continuativamente, nel biennio precedente l'inizio del periodo di mancanza di lavoro. Pertanto, i contributi settimanali validi per il raggiungimento del requisito contributivo sono:

- i contributi da lavoro dipendente accreditati/dovuti nel biennio antecedente alla cessazione/sospensione del rapporto di lavoro che determina la domanda di prestazione;

- per le indennità relative a cessazioni del rapporto di lavoro intervenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010, in via sperimentale, anche i contributi accreditati nel medesimo biennio per l'iscrizione, in via esclusiva, alla Gestione separata relativi a periodi svolti sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nella misura massima di 13 settimane.

La norma, precisa la circolare, limita espressamente la sperimentazione annuale al perfezionamento del solo requisito contributivo. Per la verifica del requisito assicurativo (almeno 2 anni dall'inizio dell'assicurazione per disoccupazione), continuano ad applicarsi le disposizioni in vigore. Di conseguenza, per tutti i richiedenti, anche quelli che, beneficiando della sperimentazione, facciano valere ai fini del requisito contributivo periodi da parasubordinati, è necessario verificare la sussistenza di un contributo contro la disoccupazione involontaria almeno 2 anni prima dell'inizio del periodo di mancanza di lavoro. Quanto alla misura della prestazione, la base di calcolo è costituita dalla retribuzione relativa all'ultimo trimestre di lavoro dipendente: con riferimento alla retribuzione teorica media dei 3 mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, aumentata dell'importo dei ratei delle eventuali mensilità aggiuntive.

Calcolo delle settimane.La nuova disposizione prevede inoltre che per quantificare i periodi di copertura assicurativa svolti sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, si calcola l'equivalente in giornate lavorative, dividendo il totale dell'imponibile contributivo ai fini della Gestione separata nei 2 anni precedenti per il minimale di retribuzione giornaliera. Pertanto, ai fini del calcolo delle settimane, svolte da parasubordinato, computabili per il raggiungimento del requisito contributivo, occorrerà procedere come segue:

  • si calcolano i minimali retributivi giornalieri relativi agli anni di competenza, dividendo il minimale annuo per 365;

  • si divide il totale dell'imponibile contributivo, relativo ai periodi di lavoro coperti da contribuzione alla Gestione separata nel biennio precedente lo stato di disoccupazione, anche non continuativi, per il minimale retributivo giornaliero in vigore nel relativo anno;

  • il numero così ottenuto è diviso per 7 e arrotondato per difetto.

    I periodi riferibili ad anni diversi vanno computati separatamente, ognuno con riferimento al massimale dell'anno; i risultati sono successivamente sommati. Il numero di contributi settimanali in tal modo ottenuti è computato, nel limite massimo di 13 settimane, per la verifica del requisito contributivo.

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