Consulenza o Preventivo Gratuito

No all'esenzione Ici se moglie e figli vivono in altra casa

del 16/06/2010
di: La Redazione
No all'esenzione Ici se moglie e figli vivono in altra casa
Il contribuente che dimora abitualmente in una casa non ha diritto all'agevolazione Ici (ora all'esenzione) prevista per l'abitazione principale, se moglie e figli vivono in un altro appartamento. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 14389 del 15 giugno 2010, ha accolto il ricorso del comune di Castelrotto, precisando il concetto di abitazione principale ai fini Ici. In particolare l'ente locale rivendicava la mancanza di presupposti per l'agevolazione (oggi esenzione) prevista in caso di abitazione principale. La Cassazione, con una interessante decisione, ha sancito che «l'interpretazione rigorosa, quindi, deve sorreggere anche quella relativa all' ultimo inciso dell' art. 8, secondo comma detto il quale, come noto, dispone che per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente». In base a tale disposizione, ai fini della spettanza della detrazione e della applicabilità dell'aliquota ridotta, una abitazione posseduta dal contribuente per uno dei titoli previsti dalla norma può (e deve) essere ritenuta principale soltanto se nella stessa «dimorano abitualmente» sia il «contribuente» che i «suoi familiari»: per il sorgere del diritto alla detrazione, quindi, non è sufficiente che il contribuente dimori abitualmente nell'unità immobiliare se (come è pacifico nel caso) i «suoi familiari» dimorino altrove.

I altri termini secondo il nuovo principio un'abitazione può e deve essere ritenuta «principale» soltanto se nella stessa dimorano abitualmente sia il contribuente che i suoi familiari: per il sorgere del diritto alla detrazione, quindi, non è sufficiente che il contribuente dimori abitualmente nell'unità immobiliare se i suoi familiari dimorano altrove.

vota