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Nuovo sistema di riscossione Inps

del 15/06/2010
di: La Redazione
Nuovo sistema di riscossione Inps
Cambia il sistema di riscossione dell'Inps e, in attesa della circolare dell'Istituto, il rischio è quello di vedersi avviare un procedimento esecutivo da Equitalia anche in presenza di cartelle pazze. È questo l'aspetto più preoccupante delle disposizioni contenute nell'art.30 del decreto legge 78/10 le quali, nel più ampio contesto regolamentare del potenziamento dei processi di riscossione dell'Inps e degli altri Enti previdenziali ed Assistenziali, prevedono l'abrogazione del decreto legislativo 46/99 ovvero la procedura di sospensioni delle riscossioni in pendenza di ricorso amministrativo. Una disposizione, quella del decreto di manovra finanziaria entrata in vigore lo scorso 31 maggio, che preoccupa il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro il quale, in attesa di conoscere le decisioni dell'Istituto, chiede a gran voce una circolare che ripristini, e confermi, la civiltà giuridica e il rispetto dei contribuenti. Infatti, a breve, potrebbero partire procedimenti di espropriazione forzata dei beni anche in presenza di debiti inesistenti nei confronti dell'Istituto. Con l'aggiunta, ancora più grave, che il provvedimento di abrogazione della sospensione alle riscossioni non attenda il 1° gennaio 2011, termine dal quale decorrerà la sostanziale riforma dell'attività di riscossione contributiva, ma sia già operativo dallo scorso 31 maggio considerato che il comma 10 dell'articolo 30, in commento, stabilisce l'abrogazione immediata del decreto legislativo che regolava il procedimento di sospensione. E qui potrebbe scattare un meccanismo perverso di termini se si considera che dal 1 gennaio 2011 la procedura di riscossione forzata dovrà, obbligatoriamente, attendere la decisione del ricorso o, al massimo, i ventiquattro mesi dalla data in cui l'accertamento è diventato definitivo; per le pendenze in atto, invece, il procedimento potrebbe diventare immediato considerata l'abrogazione “tout court” della norma che regolamentava le procedure di sospensione dell'Istituto. «In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando», sottolinea Marina Calderone, presidente dei Consulenti del lavoro, «l'applicazione restrittiva da parte dell'Istituto comporterebbe un aggravio di costi, e procedure, a carico dei contribuenti i quali potrebbero essere obbligati a pagare anche in presenza, probabile, di soli disguidi amministrativi e non di veri e propri debiti contributivi. Attendiamo che l'Inps si esprima in tempi celeri per evitare il perpetuarsi di intrecci burocratici che - come già avviene con la procedura Durc - creano grosse difficoltà operative alle aziende minando in modo concreto il tentativo di ripresa».
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