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La privacy blocca le foto delle persone in manette

del 15/06/2010
di: Antonio Ciccia
La privacy blocca le foto delle persone in manette
Vietato ai mass media diffondere riprese e fotografie di persone in manette.

Il Garante della privacy ha richiamato i mezzi di informazione a non mandare in onda le immagini di Fabio De Santis, ripreso ieri in manette in occasione dell'udienza presso il Tribunale del Riesame di Firenze. Il Garante si è attenuto al principio di bilanciamento tra il diritto-dovere di informare su fatti di interesse pubblico e l'obbligo di rispetto della dignità delle persone, così come previsto, oltre che dalla normativa vigente, anche dal Codice deontologico dei giornalisti. Tra l'altro proprio quest'ultimo codice espressamente stabilisce che “le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi”. Il Garante, su questi presupposti, ha invitato tutti i media al più rigoroso rispetto delle norme, e alla salvaguardia della dignità personale, anche per evitare di dover adottare i conseguenti provvedimenti in caso di mancato adempimento.

La pubblicazione di immagini di persone in stato di restrizione della loro libertà personale è regolata dall'articolo 114 comma 6 bis codice di procedura penale e dal Codice della privacy.

La materia è regolata anche dal codice deontologico dei giornalisti. Proprio l'articolo 8 comma 2 del codice stabilisce espressamente che «salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell'interessato».

La disposizione impedisce la pubblicazione di immagini di persone comunque soggette a misure di restrizione della loro libertà personale: si deve tutelare la dignità del soggetto, specie quando il soggetto non è stato nemmeno definitivamente condannato. In un caso, in cui, anche se non appariva in sé in stretta violazione del disposto dell'art. 114 comma 6 bis c.p.p., in quanto l'immagine stessa non rendeva visibili le manette cui la persona era soggetta, la pubblicazione della foto è stata ritenuta lesiva del diritto alla riservatezza dell'attore, il danno è stato quantificato in via equitativa in euro 10 mila. Ma la giurisprudenza valuta caso per caso, e spesso le foto sono state ritenute non offensive.

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