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Licenza paesaggistica semplificata

del 12/06/2010
di: di Antonio Ciccia
Licenza paesaggistica semplificata
Per 39 tipi di intervento scatta la autorizzazione paesaggistica semplificata. Si basa su un modello standard e sulla individuazione espressa degli interventi che possono beneficiare dello speciale regime. E il parere favorevole del soprintendente diventa vincolante. Lo prevede il dpr sulla semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche approvato giovedì scorso dal governo (si veda ItaliaOggi di ieri).

Tra gli interventi semplificati troviamo, ad esempio, ci sono gli incrementi di volume non superiori al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a 100 mc (tranne che nei centri storici), le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma preesistenti, molti interventi sui prospetti degli edifici esistenti (aperture di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per dimensione e posizione, chiusura di terrazze o di balconi chiusi su tre lati mediante installazione di infissi, realizzazione, modifica o sostituzione di scale esterne), alcuni interventi sulle coperture degli edifici esistenti (rifacimento del manto del tetto e delle lattonerie), impianti tecnologici ecc.

Si stima che siano interessati dalla semplificazione i tre quarti degli interventi.

La semplificazione del procedimento si articola a livello documentale: l'istanza è corredata unicamente da una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato su una scheda tipo. Tra l'altro si accorpa nella relazione anche la attestazione di conformità dell'intervento alla disciplina del paesaggio e alla disciplina edilizia e urbanistica. Se possibile l'istanza si presenta per via telematica e, se riguarda attività industriali o artigianali, tramite lo sportello unico.

Il procedimento autorizzatorio semplificato deve concludersi con un provvedimento espresso nel termine di 60 giorni dal ricevimento dell'istanza.

Si accorciano quindi gli attuali 105 giorni (40 presso l'ente locale, 45 per il parere vincolante del soprintendente e 20 per il provvedimento definitivo).

Il termine si riduce a 30 giorni in caso di provvedimento negativo di conclusione anticipata del procedimento.

Il procedimento prevede i seguenti passaggi. Innanzi tutto va fatto un primo screening per valutare l'applicabilità del procedimento semplificato o di quello ordinario o addirittura se non ricorra un caso di esonero dalla necessità di autorizzazione (articolo 149 del Codice ambientale).

Per evitare procedimenti inutili si deve verificare preliminarmente la conformità dell'intervento progettato alla disciplina urbanistica ed edilizia. Se c'è contrasto il procedimento si ferma. Se, invece, le norme edilizie e i piani regolatori sono rispettati si passa alla valutazione di compatibilità paesaggistica. Se l'amministrazione competente (comune o, in qualche caso, provincia o regione) esprime valutazione negativa la domanda viene direttamente rigettata, senza investire del procedimento la soprintendenza competente per territorio). In sostanza la pratica non arriva nemmeno alla soprintendenza.

In questo caso, solo nel caso in cui l'interessato lo richieda, il soprintendente è chiamato a esprimersi. In questo caso decide direttamente, con provvedimento definitivo, in senso positivo o negativo, senza «ripassare» la pratica all'amministrazione locale.

In caso, invece, di valutazione positiva della conformità, o della compatibilità paesaggistica, l'amministrazione locale (o regionale) invia la pratica al soprintendente. Se anche la valutazione del soprintendente è positiva, allora formula un parere vincolante favorevole.

Se la valutazione del soprintendente è negativa (e quindi in contrasto con quella positiva dell'amministrazione locale) il soprintendente rigetta direttamente l'istanza, senza investire nuovamente della questione l'ente locale.

Il parere non è vincolante solo quando l'area interessata a un intervento di lieve entità sia assoggettata a un vincolo o a un piano paesaggistico che contengano specifiche prescrizioni d'uso del paesaggio: la titolarità del provvedimento di rigetto dell'istanza resta comunque in capo all'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

Inoltre l'autorizzazione paesaggistica è immediatamente efficace (non si applica la moratoria di 30 giorni prevista per gli interventi «maggiori»). Infine, per il procedimento di autorizzazione semplificato non è obbligatorio il parere delle Commissioni locali per il paesaggio.

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