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Revisori, un sondaggio sulla cassa

del 11/06/2010
di: La Redazione
Revisori, un sondaggio sulla cassa
Mentre è al decollo la prima azione giudiziaria per il pieno riconoscimento della rappresentanza tributaria, procede con successo il monitoraggio tra le migliaia di iscritti all'Istituto nazionale revisori legali per raccogliere i pareri dei professionisti sull'ipotesi di una possibile realizzazione di una cassa di previdenza condivisa con un ente ordinistico. Ad oggi sono giunte alla email dell'Istituto nazionale revisori legali (sondaggio@revisori.it) migliaia di riscontri che verranno attentamente vagliate dall'ufficio di presidenza dell'Inrl per ottenere un trasparente pronunciamento della categoria sulla fattibilità di questo importante percorso previdenziale che segue la evoluzione in atto nelle casse previdenziali dei principali ordini professionali.

«Si tratta», spiega il presidente dell'Inrl Virgilio Baresi, «di una vera e propria consultazione interna per capire qual è l'atteggiamento e la percezione dei revisori legali riguardo questo importante passo che l'Inrl intende compiere solo dopo aver interpellato in modo trasparente la base dei suoi iscritti. Sondiamo quindi il parere dei nostri colleghi che sollecitiamo al riscontro, e nei prossimi giorni vaglieremo tutte le risposte, consci che rappresenta un percorso delicato e di grande spessore per l'intera categoria».

L'iniziativa dell'Inrl è stata avviata dopo il rinnovo del contratto nazionale di lavoro tra Cnai, Cip, Cisal e Fenasalc, firmato pochi giorni fa e che entrerà in vigore il prossimo 1° luglio, in una ottimale tempistica con la recente entrata in vigore del dlgs 39-2010 in materia di revisione legale.

I testi integrali del decreto legislativo che detta le nuove regole nell'attività di libera professione del revisore legale e i passaggi significativi del nuovo contratto nazionale di lavoro saranno pubblicati in un inserto speciale allegato al Giornale del Revisore che verrà presto distribuito a tutti gli iscritti Inrl.

«Il puntuale adeguamento di tutti i parametri operativi che dovranno contraddistinguere l'attività professionale del revisore e la tempestiva comunicazione ai nostri iscritti», prosegue Baresi, «è una ulteriore riprova del dinamismo dell'Istituto nazionale revisori legali che intende ribadire in ogni contesto e con estrema trasparenza che si apre davvero una nuova epoca per i revisori, abilitati ad esercitare la libera professione in ogni paese della Comunità e ben distinti dalle altre figure professionali economiche. Difatti, anche se molti commercialisti sono iscritti al Registro, è bene specificare che quando questi ultimi svolgono l'attività di commercialista, fanno sempre l'interesse di una parte, ovvero l'impresa, mentre quando si svolge l'attività del revisore legale, ci si colloca in un contesto di terzietà, certamente più delicata e qualificata perché tra l'altro – vigilando sulla correttezza contabile e sulla attività dell'azienda – spesso si trova a verificare il lavoro svolto da commercialisti».

Un alto profilo professionale dettato da uno specifico quadro normativo di riferimento e regolato da principi di trasparenza, neutralità e legittimità che sono da tempo il modus operandi adottato dalla legislazione della Comunità europea con la direttiva 43/2006.

Prosegue poi il dialogo intrapreso dall'Inrl con il Microcredito, presieduto dall'on. Baccini anche alla luce della recente manovra economica dettata dal Governo che – non avendo apportati tagli a questo ambito – renderà sicuramente più agevole un accordo con l'Inrl che diventerà un ulteriore plus economico professionale per i revisori legali iscritti all'Istituto.

E per la formazione continua, c'è allo studio una iniziativa per il prossimo settembre a cura del segretario generale Gianluigi Bertolli e del vicepresidente Roberto Carnessale.

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