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Clandestinità, ko per le aggravanti

del 11/06/2010
di: La Redazione
Clandestinità, ko per le aggravanti
Si profila una dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma, contenuta nel pacchetto sicurezza, che ha introdotto l'aggravante di clandestinità. Stando a quanto trapelato ieri, infatti, la Corte Costituzionale, dopo una camera di consiglio, sarebbe orientata a bocciare tale norma, che prevedeva l'aumento di un terzo della pena se il reato fosse stato commesso da un immigrato irregolare.

La Consulta, invece, sembra decisa a dare il suo via libera alla legittimità della norma che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina.

Le due sentenze saranno depositate nei prossimi giorni.

Le questioni davanti alla Consulta erano state sollevate con diversi ricorsi: numerose ordinanze di giudici di pace, nonché del tribunale di Pesaro, in particolare, avevano disposto la trasmissione degli atti davanti alla Corte, ritenendo violati i principi costituzionali, fissati dagli articoli 2, 3, 10, 25, 27 e 117 della Carta, dalla norma che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina. Su questo punto, sarà il giudice Giuseppe Frigo a stendere le motivazioni della sentenza, spiegando perché e in quali termini la Corte ha dichiarato legittima la norma e ritenuto infondate le questioni sollevate.

A chiedere invece la verifica della costituzionalità della norma sull'aggravante della clandestinità, su cui sarà il giudice Gaetano Silvestri a redigere la sentenza, erano stati i tribunali di Livorno e di Ferrara, sostenendo che la legge su questo punto fosse in contrasto con gli articoli 3, 25 e 27 della Costituzione.

L'ex ministro Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Pd, commenta con soddisfazione. «È una buona notizia: una scelta scontata, che mette un punto su una questione di grossolana incostituzionalità, di una norma animata solo da furore ideologico che introduceva l'aggravante di clandestinità».

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