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Sconti da disagio

del 11/06/2010
di: di Debora Alberici
Sconti da disagio
La Cassazione spezza una lancia in favore degli immigrati non integrati. Ha infatti diritto alle attenuanti generiche e quindi a uno sconto di pena lo straniero che commette dei reati, vivendo in condizioni socio-economiche disagiate.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 22212 di ieri, ha respinto il ricorso della Procura di Torino presentato contro la decisione del Tribunale che aveva concesso le attenuanti generiche a un algerino accusato in Italia di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

In particolare secondo il pm «le disagiate condizioni di vita non sono idonee ad attenuare la portata dei reati contestati e quindi non possono essere poste a sostegno della concessione della attenuanti generiche».

Una tesi, questa, che non ha convinto la sesta sezione penale che, con una motivazione destinata alla massimazione ufficiale, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura piemontese chiarendo che «il Tribunale non ha concesso le attenuanti generiche per incensuratezza ma per le disagiate condizioni di vita. Si tratta di un parametro sicuramente rientrante nella previsione dell'articolo 62 del codice penale». Non solo. La Cassazione ha inoltre sottolineato come la decisione non sia in contrasto con le norme sulla sicurezza approvate due anni fa (l.125 del 2008).

Anche la Procura generale della Suprema corte aveva sollecitato l'inammissibilità del ricorso dell'accusa.

È sempre di ieri una notizia che arriva da un altro Palazzo di giustizia romano sul pacchetto sicurezza approvato nel 2008. Infatti la Corte costituzionale, ha stabilito (anche se la sentenza verrà pubblicata fra qualche settimana) che la clandestinità non è un'aggravante Insomma, secondo i giudici di Palazzo della consulta è illegittima l'aggravante di clandestinità (pene aumentate di un terzo se a compiere un reato è un immigrato presente illegalmente in Italia) prevista dal primo «pacchetto sicurezza» del governo, diventato legge nel luglio 2008. Dalla stessa Corte, tuttavia, sarebbe venuto un sostanziale via libera alla legittimità del reato di clandestinità (punito con l'ammenda da 5mila a 10mila euro) introdotto dal secondo «pacchetto sicurezza», nel luglio 2009. A quanto si apprende la decisione sarebbe stata adottata a maggioranza nella camera di consiglio della Corte tra mercoledì e giovedì.

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